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Evento

11/1/2018

“Citazioni pratiche”, il mondo reinventato dell’Atelier Fornasetti

A Roma, a Palazzo Altemps, sono esposti 800 tra disegni, mobili e accessori, in un gioco di rimandi con la collezione permanente   

Mostra Fornasetti "Citazioni pratiche", locandina
Mostra Fornasetti "Citazioni pratiche", locandina

Al Museo di Palazzo Altemps, a Roma, è in corso dal 16 dicembre e fino al 6 maggio la mostra “Citazioni pratiche. Fornasetti a Palazzo Altemps”, organizzata in occasione della celebrazione dei venti anni di apertura al pubblico della sede museale. L’esposizione raccoglie oltre ottocento pezzi di Piero Fornasetti (1913-1988) e di suo figlio Barnaba (1950), messi a confronto con la collezione di sculture e gli spazi del Palazzo, dal cortile alle stanze affrescate al teatro: di sala in sala le creazioni fantastiche e surrealiste dei due artisti e designer, ispirate ai temi del classico, delle rovine e delle antichità, dialogano con la raccolta permanente di arte antica.  
 
Il percorso espositivo evidenzia la duplice anima di Palazzo Altemps, nato come casa aristocratica dove si sono succeduti componenti delle famiglie Riario, Medici, Orsini, Altemps e Hardouin, e diventato nel 1997 la sede del Museo Nazionale Romano dedicata alla storia del collezionismo antiquario. Con questo contesto dialogano le decorazioni d’interni e gli oggetti creati da Piero e Barnaba Fornasetti, il cui genio fa uso del passato architettonico, archeologico e storico artistico per creare un mondo nuovo e immaginario.
 
Disegni, mobili, accessori ripercorrono la produzione dell’Atelier Fornasetti, dagli anni Trenta a oggi, rivelandosi come qualcosa di più di semplici oggetti decorati: “un invito alla fantasia, a pensare”, come raccontava lo stesso Piero. L’itinerario di visita si apre all’aperto, nel cortile, per poi snodarsi negli ambienti interni, tra antichi capolavori scultorei e decorazioni rinascimentali. Il gruppo scultoreo del Galata suicida, ad esempio, è immerso in un set scenografico, come protagonista di una pièce teatrale, su un fondale alto sei metri raffigurante l’opera Follia pratica mentre una colonia di gatti in ceramica è accovacciata sui resti di antiche mura, e trompe-l’oeil di rovine si alternano a vestigia reali in un gioco di rimandi.




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