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Evento

29/5/2018

Alba Gonzales, il mito mediterraneo tra desiderio e nostalgia

A Palermo, alla Fondazione Whitaker, una mostra dedicata alla scultrice romana di nascita, ma con radici siciliane, greche, spagnole e francesi

Alba Gonzales, La centaura di Ares, 2010, bronzo, 420x280x110cm; courtesy: Alba Gonzales
Alba Gonzales, La centaura di Ares, 2010, bronzo, 420x280x110cm; courtesy: Alba Gonzales

Dal 25 maggio al 30 settembre è aperta la mostra “Alba Gonzales. Miti mediterranei”, a cura di Gabriele Simongini, allestita a Villa Malfitano - Fondazione Giuseppe Whitaker a Palermo, promossa e realizzata dalla Fondazione Cultura e Arte e organizzata da Civita Sicilia. Con diciannove sculture di grandi e medie dimensioni collocate nel parco della Fondazione, l’artista dà vita a un viaggio simbolico attraverso i miti mediterranei, rivissuti nel moto pendolare fra desiderio e nostalgia.

Romana di nascita, fra genitori e nonni la scultrice raduna in sé origini siciliane, greche, spagnole e francesi, con un cosmopolitismo mediterraneo che spiega per alcuni aspetti il patrimonio mitico e mitologico che dà linfa alle sue opere, sotto il segno di un culto sensuale della forma e del corpo umano. Proprio per queste radici così legate al Mare nostrum, l’approdo delle sculture di Alba Gonzales a Palermo, città “meticcia” per eccellenza, moltiplica gli echi epici ed evocativi delle sue opere.

Superata la fase prettamente formativa, il percorso creativo di Alba Gonzales si è articolato in due grandi fasi. Fino al 1986 l’artista ha privilegiato la dialettica della struttura con figurazioni antropomorfiche che sondano in modo originale il senso del mito arcaico e del meccanicismo moderno. Successivamente, nelle sue opere, si afferma il tema “Amori e miti”, con l’emersione progressiva di una figurazione più chiaramente articolata e riconoscibile, di natura metamorfica, a sua volta riconducibile a una rinnovata riflessione sulle civiltà mediterranee. Contemporaneamente, un altro tema sollecita la ricerca scultorea di Alba Gonzales nella sua aspirazione ad affrontare la condizione esistenziale dell’uomo: “Sfingi e chimere”, ovvero la componente bestiale dell’animo umano, in un’evidente drammatizzazione e teatralizzazione della sua figurazione fantastica con forti componenti erotico-oniriche.

Il catalogo della mostra, pubblicato da Silvana Editoriale, oltre alle immagini delle opere fotografate nel parco di Villa Malfitano Whitaker, contiene i testi di Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Paolo Matthiae, Dante Maffia e Gabriele Simongini, un’intervista all’artista di Tiziana D’Acchille, un’antologia critica e una nota biografica.




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