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Evento

17/10/2017

Ambrogio Lorenzetti, un'imponente vicenda artistica

Una mostra a Siena, nel complesso di Santa Maria della Scala, ricostruisce, presentando anche una serie si recenti restauri, l'intera attività del maestro, messa in ombra dal ciclo di affreschi di Palazzo Pubblico

Ambrogio Lorenzetti, Maestà, tempera e oro su tavola, 161x209cm; Massa Marittima, Museo d'Arte Sacra; su concessione del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo - Polo museale della Toscana; foto: archivio Pinacoteca Nazionale di Siena
Ambrogio Lorenzetti, Maestà, tempera e oro su tavola, 161x209cm; Massa Marittima, Museo d'Arte Sacra; su concessione del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo - Polo museale della Toscana; foto: archivio Pinacoteca Nazionale di Siena

Dal 22 ottobre al 21 gennaio 2018, nel complesso museale di Santa Maria della Scala, a Siena, viene allestita la mostra “Ambrogio Lorenzetti”, promossa dal Comune, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana. L’evento è curato da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, autori anche del corposo volume che accompagna l’esposizione, mentre gli allestimenti sono realizzati dallo Studio Guicciardini & Magni.

La mostra rappresenta il culmine di un progetto scandito in più tappe, avviato nel 2015 con l'iniziativa “Dentro il restauro” e mirato a una maggiore conoscenza dell'attività dell'artista. Grazie a questo progetto sono state trasferite a Santa Maria della Scala alcune importanti opere che necessitavano di indagini e di interventi conservativi: il ciclo di affreschi staccati della chiesa di San Galgano a Montesiepi e il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena sono stati allestiti in un cantiere di restauro aperto, fruibile dalla cittadinanza e dai turisti. I restauri sono proseguiti con l’apertura di altri due cantieri, il primo nella chiesa di San Francesco, volto al recupero degli affreschi dell’antica sala capitolare dei frati francescani senesi, e l’altro nella chiesa di Sant’Agostino, nel cui capitolo Ambrogio Lorenzetti dipinse un ciclo di Storie di Santa Caterina e gli articoli del Credo.

In mostra tornano così a vivere idealmente i cicli di affreschi del capitolo e del chiostro della chiesa francescana senese, che tra l’altro contenevano la prima rappresentazione di una tempesta nella storia della pittura occidentale; il ciclo di dipinti della chiesa agostiniana senese, modello esemplare ancora nel primo Quattrocento, quando si approntò l’armadio delle reliquie della cattedrale; il ciclo della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche a pochi anni dalla loro conclusione. Così come sarà possibile, almeno in parte, presentare la serie di dipinti che formava un insieme davvero unico, privo di paralleli in tutta Europa: le pale d’altare dei Santi Patroni allestite nella cattedrale di Siena tra il 1330 e il 1350 circa e commissionate a Simone Martini, a Bartolomeo Bulgarini, a Pietro e ad Ambrogio Lorenzetti.

Ambrogio Lorenzetti, nonostante sia considerato uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca è ancora poco conosciuto al pubblico per quel che concerne la sua grande produzione artistica. Gli studiosi sono concentrati, infatti, quasi esclusivamente sui suoi affreschi del Palazzo Pubblico di Siena, le Allegorie e gli effetti del buono e del cattivo governo sulla città e il suo contado, manifesti cruciali dell’etica politica delle città-stato italiane nella tarda età comunale e in specie del governo senese dei Nove; ma la densità concettuale di questo insieme di affreschi ha messo in ombra il resto delle sue opere pittoriche.

La mostra, preceduta da un’intensa attività di ricerca e dalle importanti campagne di restauro, rappresenta dunque l’occasione per provare a ricostruire la sua imponente attività. Una tale iniziativa è possibile soltanto nella città di Siena, che conserva circa il settanta per cento delle opere oggi conosciute del pittore a cui si aggiungono una serie di richieste di prestito mirate – in esposizione, tra le altre, opere provenienti dal Louvre, dal National Gallery, dalla Galleria degli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo Städel Museum di Francoforte, dalla Yale University Art Gallery – e che ambisce a reintegrare interamente la vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, facendo nuovamente convergere a Siena dei dipinti che in larga parte furono prodotti proprio per cittadini senesi e per chiese della città.




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