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Evento

13/1/2016

Carlo Portelli, pittore eccentrico nel Rinascimento fiorentino

Il pittore, poco noto finora al grande pubblico, è protagonista di una mostra alla Galleria dell'Accademia di Firenze: una cinquantina i reperti esposti, tra dipinti, disegni e documenti

Carlo Portelli, Martirio di San Giovanni Evangelista; collezione privata
Carlo Portelli, Martirio di San Giovanni Evangelista; collezione privata

La Galleria dell’Accademia di Firenze conserva la monumentale pala con l’Immacolata Concezione di Carlo Portelli, datata 1566: intorno a questa tavola visionaria e neorossesca dallo scorso 22 dicembre e fino al 30 aprile si articola mostra “Carlo Portelli Pittore eccentrico tra Rosso Fiorentino e Vasari” a cura di Lia Brunori e Alessandro Cecchie e promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con il Segretariato regionale del Mibact della Toscana, la ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria dell’Accademia e Firenze Musei.

La rassegna, che espone circa cinquanta pezzi fra dipinti, disegni e documenti, oltre a valorizzare la pala dell’Accademia, consente al pubblico di conoscere un artista noto solo agli specialisti: Carlo Portelli, giunto a Firenze dalla natia Loro Ciuffenna in epoca imprecisata, si sarebbe formato, secondo il Vasari, nella bottega di Ridolfo del Ghirlandaio e nel 1538 si era già iscritto alla Compagnia di San Luca o dei Pittori.

Le imponenti pale d’altare da lui realizzate ed esposte in mostra documentano la sua attività: la pala con la Trinità di Santa Felicita, lo rivela un artista che, rifacendosi ai grandi modelli, sa già orchestrare una composizione, scalando in profondità le figure nello spazio illusorio di un dipinto. Dopo aver preso in affitto una bottega nel 1548, avrebbe dato inizio a un'intensa attività di pittore di soggetti religiosi, di cui danno conto le pale del 1555: Annunciazione di Loro, Disputa sulla Trinità di Santa Croce e Adorazione dei Pastori di San Salvi. Due anni più tardi realizza il Martirio di San Romolo, di cui è conservato al Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi uno studio preparatorio a matita rossa per la fanciulla di profilo che figura nel dipinto e che è esposto in mostra, così come figurano le opere grafiche del Portelli caratterizzate da un inconfondibile segno filiforme, in punta di penna, che definisce sommariamente le figure.

Accanto a una produzione di pale d’altare come il Compianto di Loro del 1561, l’Immacolata Concezione del 1566, la Restituzione della Croce di Olmi del 1569 e il Cristo che predica con i Santi Giovanni Battista ed Evangelista e i committenti del 1571, Portelli avrebbe lavorato anche per committenze private, realizzando Sacre Famiglie e Allegorie della Carità, cimentandosi anche nel genere ritrattistico come testimoniano i dipinti di Chaàlis e il Ritratto allegorico e celebrativo di Giovanni dalle Bande Nere di Minneapolis.

Dopo aver lavorato all’apparato del 1565 per le nozze di Francesco de’ Medici e di Giovanna d’Austria, con pitture a Borgonissanti e all’arco al Canto della Paglia, avrebbe chiuso la sua carriera con la collaborazione all’impresa dello Studiolo del Principe in Palazzo Vecchio, di cui rimane testimonianza nel suo disegno raffigurante Alessandro Magno e la famiglia di Dario.




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