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5/8/2016

Cesare Battisti, la storia e il mito

Al Castello del Buonconsiglio di Trento una mostra che unisce opere d’arte e testimonianze storiche per un ritratto a tutto tondo di una personalità di grande spessore umano e culturale

Fino al 6 novembre il Castello del Buonconsiglio di Trento ospita la mostra “Tempi della storia, tempi dell’arte. Cesare Battisti tra Vienna e Roma”, inaugurata il 12 luglio, centenario della morte del patriota, avvenuta nella cosiddetta Fossa dei Martiri del Castello, e organizzata nell’ambito delle iniziative sulla Prima Guerra Mondiale. L’esposizione, attraverso opere d’arte dell’epoca e testimonianze storiche, intende far luce su un personaggio molto citata ma poco conosciuto al pubblico, una personalità di grande spessore umano e culturale, la cui vita, segnata dalle battaglie politiche, fu ricca di passioni, per la storia, la geografia, la scrittura. La sua vicenda, culminata con l’esecuzione, insieme a Fabio Filzi e Damiano Chiesa, è emblematica delle vicende del Trentino tra Ottocento e Novecento.

Il percorso espositivo – comprendente dipinti, sculture, libri, documenti, fotografie, cartografie, cimeli e installazioni video – inizia con un quadro della situazione del Trentino nel contesto austro-ungarico precedente il 1914, con dipinti di Giovanni Segantini, Eugenio Prati, Bartolomeo Bezzi, Alcide Davide Campestrini, Umberto Moggioli, Franz von Defregger, Albin Egger-Lienz, Guglielmo Ciardi, Felice Carena.

La seconda sezione illustra il crescente impegno di Battisti, rientrato a Trento dopo la laurea a Firenze, nelle questioni sociali, politiche e culturali della sua terra, dalla militanza socialista all’elezione a deputato a Vienna, insieme all’esperienza di geografo sul campo, con innovative ricerche sui laghi del Trentino.

A seguire un segmento sul periodo immediatamente precedente all’entrata in guerra dell’Italia, durante il quale la gente trentina venne coinvolta nell’impegno bellico austro-ungarico, che documenta la partecipazione di Battisti alla campagna interventista nelle città italiane. In esposizione opere di Fortunato Depero, Giacomo Balla, Luigi Bonazza, Kriegsmaler, Alfons Walde, Albin Egger-Lienz, Hans Josef Weber-Tyrol, Hans Bertle. A raccontare gli anni del conflitto sono i dipinti di Achille Beltrame, Lodovico Pogliaghi, Giulio Aristide Sartorio, Ettore Sottssass, Angiolo D’Andrea, Lorenzo Viani, Emilio Mantelli, Pietro Morando.

L’ultima parte è dedicata alla creazione del mito di Battisti, con fondamentali opere che ne costruiscono l’iconografia, come i dipinti di Carlo Carrà e di Carlo Barbieri, eseguiti nel 1934 per l’importante ma ancora poco noto “Concorso della Regina”, le sculture di Arrigo Minerbi e di Adolfo Wildt, i bozzetti per il Monumento alla Vittoria di Bolzano e il Monumento di Cesare Battisti a Trento, affiancati a progetti decorativi per il Castello del Buonconsiglio finora poco se non del tutto sconosciuti.

la "Fossa dei martiri"
la "Fossa dei martiri"


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