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15/5/2018

Da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli, la fioritura artistica del Quattrocento a Fermo

La città marchigiana racconta in una mostra allestita nella Chiesa di San Filippo il periodo della sua storia dell'arte legato all'insediamento della corte sforzesca 

“Il Quattrocento a Fermo. Tradizione e avanguardie da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli” è la mostra inaugurata lo scorso 21 aprile e visibile fino al 7 ottobre presso la Chiesa di San Filippo a Fermo. L’evento, curato da Alessandro Marchi con Giulia Spina, è promosso dalla Regione Marche e dal Comune. La rassegna fa parte del progetto di valorizzazione del patrimonio culturale regionale “Mostrare le Marche”, che vede un nucleo significativo di mostre in diverse città della regione.
 
Cinque le sezioni che compongono il percorso espositivo: “Fermo 1442: Nicola di Ulisse da Siena al Girfalco”, “ Rinascimento ed antico: toscani, veneti, tedeschi e fiamminghi dalle coste all'Appennino”,  “Pittori tardogotici alla metà del Quattrocento: Marino Angeli, Pierpalma e Lorenzo da Fermo”, “Fermo 1468-1479: la città di Carlo e Vittore Crivelli”, “Dalle chiese e dai castelli: miniature, oreficerie, tessuti e ceramiche”.
 
In mostra trovano posto opere come il Cristo Risorto e il Polittico di Sant’Eutizio di Nicola di Ulisse da Siena, che arriva da Spoleto ed è stato appena restaurato dopo il terremoto del 2016,  la Madonna in Umiltà con santa Caterina, Crocifissione, un dipinto di Andrea Delitio, il Polittico di Massa Fermana di Carlo Crivelli, che è la prima opera marchigiana dell’artista veneziano. Fra gli oggetti di arte quattrocentesca esposti, come oreficerie o tessuti è poi un gruppo di opere ceramiche: boccali e piatti dell’Officina Sforzesca di Pesaro della seconda metà del Quattrocento fra cui un Boccale con volto di donna a rilievo, un Boccale con decoro alla foglia gotica detta “cartoccio”, e un terzo Boccale con stemma dipinto.
 
La rassegna si propone di raccontare un tratto di storia artistica della città di Fermo perduto nell'oblio del tempo: nel 1433 Francesco Sforza conquista le terre della Marca e Fermo diventa la capitale di un nuovo stato. Sull'acropoli si erge la rocca del Girfalco, in cui si insedia la corte sforzesca e nel 1442 Francesco chiede ai priori di Norcia di inviargli una Compagnia di pittori capeggiata da Nicola di Ulisse da Siena, per decorare le stanze del Girfalco. Di questa impresa non rimane più nulla, e gli artisti che realizzarono i dipinti murali del Girfalco ritornano a Fermo con altre opere, sopravvissute al naufragio del tempo, per evocare in analogia le suggestioni e i fasti quattrocenteschi.
 
In esposizione anche lavori di artisti locali quali Marino Angeli, Pierpalma da Fermo, Paolo da Visso, che si sono formati e hanno sviluppato i caratteri originali dello stile “appenninico” dei pittori del Girfalco, accanto a sculture, oreficerie, tessuti, ceramiche e miniature che testimoniano l'imponente fioritura del Quattrocento artistico marchigiano. La mostra si conclude con opere di Carlo e Vittore Crivelli che, nel 1468, provenendo da Venezia e dopo un soggiorno in Dalmazia, fecero di Fermo il centro della loro splendida pittura. 
 
 
    
Veduta di fantasia dei monumenti sul Grifalco
Veduta di fantasia dei monumenti sul Grifalco

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