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1/3/2018

Da Previati a Boccioni, la poetica degli stati d'animo

A Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, una mostra sul rapporto tra arte e psiche tra Ottocento e Novecento, dal Simbolismo e Divisionismo al Futurismo

Dal 3 marzo al 10 giugno Palazzo dei Diamanti, a Ferrara, ospita la mostra “Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni” che racchiude i protagonisti della scena artistica tra Ottocento e Novecento, dai maestri del Simbolismo e Divisionismo, come Segantini, Previati, Pellizza, a quelli dell’Avanguardia Futurista, Balla, Carrà e Boccioni, per raccontare un viaggio nei territori dell’anima fin de siècle.

La mostra punta l’attenzione sulla nascita e sullo sviluppo della poetica degli stati d’animo: attraverso un racconto tematico, scandito dal susseguirsi di sezioni dedicate ai differenti stati d’animo, dipinti, sculture, opere su carta e fotografie di autori italiani dialogano con alcuni capolavori del simbolismo europeo e con testimonianze della temperie scientifica e culturale degli anni a cavallo tra i due secoli, per evidenziare uno dei più significativi apporti degli italiani all’arte moderna.

Il percorso segue i passi degli artisti nella ricerca di un alfabeto delle emozioni, muovendo dal verismo psicologico per addentrarsi in un processo di rarefazione formale che approda alla sintesi astrattiva e dinamica della pittura di stati d’animo futurista. L’allestimento, a cura dello Studio Ravalli, è stato studiato per creare uno spazio sospeso e immateriale immerso nell’oscurità, in modo da esaltare il potere di suggestione di dipinti e sculture e favorirne un rapporto diretto con l’osservatore. In questo contenitore rarefatto la narrazione scaturisce dal cortocircuito visivo tra le opere esposte e la sollecitazione di immagini, suoni, proiezioni che fotografano quella fase storica tra positivismo e irrazionalismo: dalla melanconia all’abbandono fantastico nella rêverie, dall’abisso della paura alla liberazione delle pulsioni sessuali e degli istinti aggressivi, fino al rapimento estatico dell’amore e alla sublimazione nei sentimenti di pace e armonia universale, per chiudere sulle note frenetiche ed esaltanti prodotte dall’esperienza della città contemporanea.

Grazie al sostegno di musei europei e americani e collezionisti privati è stato possibile ottenere prestiti come Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti delle National Galleries of Scotland al Fugit Amor del Musée Rodin, dal pellizziano Ricordo di un dolore della Carrara alla Risata di Boccioni proveniente dal MoMA.

Giorgio de Chirico, Lotta di centauri, 1909 circa, olio su tela, 75x110cm; Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; © SIAE 2017
Giorgio de Chirico, Lotta di centauri, 1909 circa, olio su tela, 75x110cm; Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; © SIAE 2017


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