Condividi
  • Facebook
  • Twitter
28/8/2018

Dal fumetto all'astrazione, Lichtenstein e la Pop Art

La Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo dedica una retrospettiva a uno dei maggiori esponenti della Pop Art, che ha influenzato grafici, designer e pubblicitari contemporanei

Dall’8 settembre al 9 dicembre la Fondazione Magnani-Rocca, a Mamiano di Traversetolo (Parma), presenta “Roy Lichtenstein e la Pop Art Americana”, una retrospettiva, a cura di Walter Guadagnini, dedicata ad uno dei più grandi artisti del XX secolo che ha influenzato grafici, designer, pubblicitari e altri artisti contemporanei.

La rassegna, allestita alla Villa dei Capolavori sede della Fondazione, riunisce oltre 80 opere di Lichtenstein e degli altri protagonisti della Pop Art americana; per evidenziare sia la sua originalità che la sua appartenenza a uno specifico clima, sono presenti infatti, a confronto, anche opere iconiche di Andy Warhol, Mel Ramos, Allan D’Arcangelo, Tom Wesselmann, James Rosenquist e Robert Indiana.

Roy Lichtenstein (New York 1923-1997) è, insieme a Andy Warhol, la figura più rappresentativa e più conosciuta della Pop Art: il suo caratteristico stile mutuato dal retino tipografico, il suo utilizzo del fumetto in ambito pittorico, le sue rivisitazioni pop dell’arte del passato lontano e recente sono entrate non solo nella storia dell’arte del Novecento, ma nell’immaginario collettivo anche delle nuove generazioni, stampati all’infinito su poster e oggetti di consumo.

La prima parte della mostra, “Il mondo del fumetto e della pubblicità”, è dedicata alla stagione iniziale della Pop Art, quegli anni fra il 1960 e il 1965 in cui nascono le icone tratte dal mondo dei fumetti e della pubblicità, qui a confronto con i lavori dei compagni di avventura dell’artista. Questo periodo è rappresentato in mostra da lavori come Little Aloha (1962) e Ball of Twine (1963), ma anche da un’opera degli inizi come VIIP! (1962), e da una serie di opere grafiche, tra le quali spiccano Crying Girl (1963) e Sweet Dreams, Baby! (1965), celebri rielaborazioni delle tavole dei comics.

“Storia dell’arte e Astrazione”: in questa sezione, a fianco delle opere derivate dai fumetti, Lichtenstein inizia alcune serie che hanno come riferimento da un lato la storia dell’arte, dall’altro il grande tema dell’astrazione pittorica: tra queste, si ricordano quella dei Paesaggi e quella dei Fregi, che prendono avvio nei primi anni Settanta. Quasi contemporaneamente nasce anche un altro genere, quello che proviene direttamente dalla storia dell’arte: ecco allora le figure ispirate a Picasso e a Matisse – ma anche dal Surrealismo, come in Girl with Tear (1977) – pretesti per rielaborare una storia dell’arte e dei generi attraverso il proprio linguaggio, per cannibalizzare anche la storia delle immagini, siano esse colte o popolari.

La mostra è poi punteggiata da alcune serie di fotografie, che ritraggono l’artista all’opera nel suo studio: gli autori sono due protagonisti della fotografia d’arte italiana, Ugo Mulas e Aurelio Amendola, che, in diversi momenti, hanno ritratto Lichtenstein. Completa la rassegna un catalogo edito da Silvana Editoriale, contenente i saggi dei curatori e di altri studiosi, tra cui Stefano Bucci, Mauro Carrera, Mirta d’Argenzio, Kenneth Tyler, oltre alla riproduzione di tutte le opere esposte.

Roy Lichtenstein, Crying Girl, 1963; © Estate of Roy Lichtenstein / SIAE 2018
Roy Lichtenstein, Crying Girl, 1963; © Estate of Roy Lichtenstein / SIAE 2018


torna all'inizio del contenuto