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Evento

27/3/2012

Dietro le quinte del Teatr Laboratorium

 A Roma un’esposizione dedicata al lavoro del regista polacco Jerzy Grotowski. In mostra i disegni di Serge Ouaknine e un video di Ferruccio Marotti. Omaggio all’attore Ryszard Cieslak

Ryszard Cieslak interpreta il principe costante
Ryszard Cieslak interpreta il principe costante

Dal 24 marzo al 3 maggio, la Casa dei Teatri e le Scuderie, nuovo spazio polifunzionale della Casa dei Teatri di Villa Doria Pamphilj - Villino Corsini, a Roma, ospitano la mostra “Il geroglifico di un soffio. Tracce dell’attore di Jerzy Grotowski”, a cura di Guido Di Palma e Luisa Tinti. La mostra  è organizzata in occasione di due ricorrenze: innanzitutto, i tredici anni dalla morte del regista polacco Jerzy Grotowski, (Rzeszów, 1933 - Pontedera,  1999), grande maestro del teatro d‘avanguardia degli anni Sessanta, che, attraverso la tecnica di "allenamento" per gli attori, ha rivoluzionato la concezione stessa del teatro e la formazione dell’attore. L’idea di base di Grotowsky poggiava, difatti, sul “teatro povero”, in cui l’aspetto primario era la relazione dell’attore con il pubblico e, di conseguenza, tanto l’allestimento, quanto costumi, luci e apparati scenici avevano una funzione secondaria, per non dire quasi accessoria, nel momento stesso in cui creavano una fonte di distrazione dal ruolo dell’attore. Ne derivò un laboratorio teatrale, dove l’allestimento, così come i costumi, erano neri, al fine di dare massimo risalto al corpo e alla voce dell’attore, per dar vita a una vera e propria sacralità della rappresentazione. Il secondo omaggio viene reso, invece, a uno dei più illustri protagonisti del Teatr Laboratorium di Wroclaw, quale Ryszard Cieslak, l’attore che ha sperimentato tutti i possibili limiti della recitazione, morto nel 1990, di cui vengono ricordati i ventidue anni dalla scomparsa.

L’itinerario espositivo si snoda rendendo visibile al pubblico una serie di note di lavoro prese in forma di schizzi e disegni da Serge Ouaknine, artista interdisciplinare, direttore della Scuola Dottorale in Studi e Pratiche delle Arti dell’Università del Québec a Montreal (Canada), che ha partecipato, inizialmente come uditore e poi come collaboratore, a tutti i lavori del Teatr Laboratorium. Nel periodo compreso tra il 1966 e il 1967, Ouaknine è stato il primo francese a operare con Grotowski e il materiale che ha raccolto nel corso di quest’esperienza rappresenta una preziosa testimonianza dei metodi di lavoro del regista e dei suoi compagni, anche perché la maggior parte di questi disegni sono inediti. Si tratta di immagini rapide, nervose, schizzi presi durante il vivo del lavoro di Grotowski con gli attori, che contengono la memoria del lavoro di preparazione dello spettacolo del Principe costante, delle prove per la ripresa di Akropolis nonché dell’ultimo spettacolo del grande regista, Apocalypsis cum figuris.
 

In particolare, nel 1970 Ouaknine pubblicò il suo studio sul Principe costante nella collana Les Voies de la Création Théâtrale, del Cnrs, corredato da una partitura grafica da lui stesso disegnata, attraverso il quale è riuscito ad analizzare la struttura di uno spettacolo rinomato per la complessità e le elaborate tecniche recitative, per coglierne ogni sfumatura, la precisa sequenza dei movimenti, la dinamica dei corpi. Le Scuderie della Casa dei Teatri accolgono, in un ambiente simile a una cappella sacra, i tredici metri della partitura originale, formata da 87 disegni riuniti in una striscia di carta, che ricostruiscono le fasi dell’intero spettacolo. Questi disegni sono accompagnati da note di lavoro inedite.

L’esposizione presenta al pubblico anche la proiezione integrale del film realizzato da Ferruccio Marotti, professore emerito dell’Università di Roma “La Sapienza”, dello spettacolo del Principe costante. Il documento è frutto della sincronizzazione di una pista sonora registrata al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1967 con un girato muto depositato nell’archivio del Teatr Laboratorium realizzato durante una tournée da una troupe televisiva. Il lavoro è stato effettuato negli anni Settanta a Roma e dalla sovrapposizione delle due repliche (sonora e visiva) dello spettacolo, l’équipe diretta da Ferruccio Marotti a cui partecipava lo stesso Cieslak, ha ottenuto un risultato talmente raffinato da riuscire a cogliere i respiri degli attori.

La mostra è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro storico di Roma Capitale, da Biblioteche di Roma e dal Teatro di Roma, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Istituto Polacco, dell’Istituto Grotowski e dell’Accademia di Belle Arti di Roma in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Allestimento di Claudia Federici. Grafica di Marco Maciariello.




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