Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Ricerca per: IndiceArticoliOpac SBNEuropeana

Pagina dei contenuti


sei in: Home » Scienze umane » El Che: l’uomo, il personaggio storico, il mito
Esplora

Regioni

mappa regioni italiane Lombardia Valle D'Aosta Liguria Toscana Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Umbria Emilia Romagna Veneto Friuli Venezia Giulia Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Basilicata Molise Piemonte

scegli la regione


Seguici su:




linkedin





slideshare



 

Evento

19/12/2017

El Che: l’uomo, il personaggio storico, il mito

A Milano una grande mostra dedicata al rivoluzionario argentino Ernesto Guevara, a cinquant’anni dalla morte

Che Guevara a Las Villas prima della battaglia di Santa Clara, 1958; © Centro de Estudios Che Guevara
Che Guevara a Las Villas prima della battaglia di Santa Clara, 1958; © Centro de Estudios Che Guevara

A cinquant’anni dalla morte di Ernesto Guevara, una mostra allestita a Milano, nella Fabbrica del Vapore, dal 6 dicembre al 1º aprile 2018 (novantesimo anno dalla nascita) racconta il Che: l’uomo, il personaggio storico e il mito. L’esposizione, dal titolo “Che Guevara. Tu y todos”, ideata e realizzata da Simmetrico Cultura, presenta un’ampia molte di materiali d’archivio, in parte inediti, del Centro Studi Che Guevara dell’Avana, che ha prodotto la rassegna insieme al centro servizi per l’archiviazione digitale Alma, all’emittente televisiva Rtv Comercial e al Comune di Milano, con la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università Iulm; il catalogo è pubblicato da Skira.

Circa mille documenti tra lettere, diari, foto ufficiali e private, la biblioteca personale, scritti autografi dei discorsi e delle opere letterarie, video d’epoca (più o meno la metà del totale) sono stati selezionati dai curatori Daniele Zambelli (che è anche direttore artistico), Flavio Andreini, Camilo Guevara e Maria del Carmen Ariet Garcia.

Il percorso espositivo, che si avvale di soluzioni multimediali coinvolgenti e per il quale Andrea Guerra ha composto una “colonna sonora” originale, è introdotto da una parete sulla quale sono retroproiettate immagini d’epoca e viene mostrata quella realtà di ingiustizie sociali che colpì Guevara e che ispirò le sue battaglie. L’itinerario si sviluppa quindi su tre livelli: il primo, con un’impostazione narrativa di stampo giornalistico, ricostruisce il contesto geo-politico; il secondo, biografico-documentaristico, ripercorre gli avvenimenti pubblici e privati; il terzo, intimistico, entra nella sfera più personale.

Il visitatore sfoglia idealmente quattro “album” di ricordi di e su Ernesto Guevara. Il primo copre gli anni dal 1928 al 1941; il secondo quelli dal 1942 al ’49. Scorrono i volti di familiari e amici, i libri di formazione e gli appunti: testimonianze dell’infanzia e della giovinezza fino all’iscrizione all’università, alla facoltà di medicina, e al primo viaggio per le province argentine del Nord.

Dei viaggi successivi, fino alla partenza definitiva per Cuba, parlano i due album seguenti, che vanno dal1950 al ’52 e dal 1953 al ’56. Sono le parole di Guevara a raccontare, quelle dei diari Notas de viaje (Latinoamericana. I diari della motocicletta) e Otra vez. Così scrisse alla madre a proposito di Fidel Castro, conosciuto nel 1955: «Qualche tempo fa, [...] un giovane leader cubano mi ha invitato a entrare nel suo movimento, un movimento che era di liberazione armata nella sua terra, e io, naturalmente, ho accettato. [...] Il mio futuro è legato alla rivoluzione cubana. O vinco con loro o muoio».

Un’installazione propone un focus sugli anni durissimi della guerriglia ma anche sul suo antefatto: la dittatura di Fulgencio Batista. Si arriva quindi, al 1959, l’Anno della Liberazione. Il viaggio si conclude con l’ultima missione, del 1967, in Bolivia. L’immersione negli eventi pubblici e privati rivela, attraverso gli scritti e la voce stessa, il carattere, i pensieri, le emozioni del protagonista. «Devi sapere che sono un misto tra un avventuriero e un borghese, combattuto fra una voglia lancinante di “casa”, e l’ansia di realizzare i miei sogni)», scriveva, ad esempio, in una lettera alla moglie Aleida.

Alcuni tavoli interattivi consentono di consultare integralmente numerosi documenti; nella sala proiezioni si può visionare la filmografia sul Che; un programma di incontri, conferenze e concerti arricchisce la mostra. Infine, l’invenzione creativa dell’artista statunitense Michael Murphy: un’enorme ricostruzione multidimensionale, basata sulla ricomposizione di foto storiche, della “iconografia” più nota del Che, capace di trasformarsi nella sua altrettanto famosa firma.

Parte del ricavato sarà destinato a un intervento sociale in favore del programma “Scuole nel mondo. L’educazione per ogni bambino”della Fondazione Paoletti in sostegno al centro educativo “Bayt Al Amal” (la casa della speranza) in Siria.



Collegamenti

In rete

iconaInserisci un nuovo commento




captcha