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Evento

12/6/2017

Enzo Cucchi, dalle incisioni ai libri d'artista

In mostra a Chiasso, in Svizzera, cinquant'anni di opera grafica del maestro marchigiano, con un corpus di inediti

Enzo Cucchi, La Dono, 1992, incisione calcografica, acquatinta, puntasecca su rame, 24,9x13,7cm; foto: Moira Ricci; Galleria Gioacchini, Ancona
Enzo Cucchi, La Dono, 1992, incisione calcografica, acquatinta, puntasecca su rame, 24,9x13,7cm; foto: Moira Ricci; Galleria Gioacchini, Ancona

Dall’11 giugno al 23 luglio, lo Spazio Officina di Chiasso (Svizzera) ospita una mostra dedicata a Enzo Cucchi (Morro d’Alba, Ancona, 1949) che, per la prima volta, ripercorre la sua attività grafica, sviluppatasi in cinquant’anni di carriera, dagli anni Settanta a oggi, attraverso acqueforti, litografie e serigrafie, schizzi, disegni e ben 180 libri d’artista. Per l’occasione vengono presentati un ciclo di ventuno incisioni inedite di piccolo formato, realizzate dalle edizioni Lithos di Como, e sei nuove sculture. La rassegna è sostenuta dal Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, col patrocinio del Consolato generale d’Italia di Lugano, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino - Fondo Swisslos, della Fondazione Egidio e Mariangela Cattaneo - Monte Tamaro e dell’Agesa.

L’esposizione, dal titolo “Cinquant’anni di grafica d’artista” e che s’inserisce nel filone della grafica contemporanea con autori che hanno lasciato importanti testimonianze nel territorio svizzero-ticinese, è curata da Alessandro Cucchi, figlio dell’artista, e Nicoletta Ossanna Cavadini.

I formati delle opere seguono regole imperscrutabili, fedeli alle immagini contenute: spesso diversi metodi di stampa convivono. I caratteri e le scritte a mano si alternano alle immagini di eroi delle campagne marchigiane, agli animali, alle colline e alle case. Enzo Cucchi ha sempre mostrato una particolare cura e passione per la grafica e l’oggetto libro-catalogo; tradizionalmente, progetta il catalogo dell’esposizione e lo segue nella sua realizzazione artigianale a piccola tiratura, nella scelta dei materiali, nelle carte e nella stampa finale.

Lo stesso Cucchi immagina l’esposizione costituita da una “spina dorsale” di libri d’artista, libri oggetto e documenti grafici e da una “dentatura” costituita dalle nuove serie di incisioni, il tutto fatto di carte, inchiostri, acidi e pietre. Il tratto è a volte nervoso, a volte sinuoso, ondeggiante, appeso a fili sottili di un’esistenza intensa, sconnessa, ma anche attenta a non dimenticare che la fragilità, la precarietà, quando coniugate con la radice forte della “cenere solida” del passato, diventano forza espressiva, energia siderale che trasforma l’uomo in artista e interprete di quell’incertezza, necessario ingrediente per coloro che, da creativi, non vogliono mai smettere di capire.




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