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Evento

3/10/2017

Ferlinghetti, una vita tra poesia e arte

A Brescia una mostra dedicata allo scrittore, editore e animatore culturale della Beat Generation, con una sezione che documenta il suo rapporto con l’Italia

Lawrence Ferlinghetti, The Third World War, 1995; collezione dell'artista, San Francisco; © Lawrence Ferlinghetti
Lawrence Ferlinghetti, The Third World War, 1995; collezione dell'artista, San Francisco; © Lawrence Ferlinghetti

Brescia dedica una mostra a Lawrence Ferlinghetti, poeta, pittore, editore e agitatore culturale statunitense di origini bresciane: “A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione, poesia”, al Museo di Santa Giulia dal 7 ottobre al 14 gennaio 2018.

L’esposizione, curata da Luigi Di Corato, Giada Diano e Melania Gazzotti, mette in luce l’importanza dell’autore della celebre raccolta A Coney Island of the Mind (1958) nel panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta, sia per la sua opera che per il suo ruolo determinante nella diffusione degli scrittori Beat, tramite la libreria e casa editrice City Lights Bookstore, da lui fondata nel 1953 con Peter D. Martin.

Il percorso espositivo, inoltre, si sofferma sul seguito che questa corrente letteraria ha avuto in Italia grazie alla traduttrice e critica letteraria Fernanda Pivano, che ha tradotto Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso, Charles Bukowski e lo stesso Ferlinghetti. Molti dei libri e documenti esposti, oltre a una serie di fotografie scattate da Ettore Sottsass, provengono proprio dallo sterminato archivio di Fernanda Pivano, oggi curato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dalla Fondazione Corriere della Sera. Altri scatti presenti, in parte inediti, sono di Robert Capa, Aldo Durazzi, Larry Keenan, Allen Ginsberg, Christopher Felver e Fred Lyon.

La rassegna documenta anche la carriera artistica di Ferlinghetti, che iniziò a disegnare e dipingere nell’immediato dopoguerra a Parigi, dottorando alla Sorbona, frequentando nel tempo libero gli atelieres livres per esercitasi nel disegno dal vero. Si può ammirare l’olio su tela Deux del 1950, prima opera dipinta da Ferlinghetti, oltre a un’ampia selezione di disegni realizzati tra gli anni Cinquanta e Duemila, mai presentati prima in Italia, provenienti dalla sua collezione personale.

Le ultime sale sono riservate al rapporto di Ferlinghetti con l’Italia. Il poeta scopre di avere origini italiane solo a vent’anni quando richiede il proprio certificato di nascita per arruolarsi volontario nella Marina Militare degli Stati Uniti, scelta che determinerà poi la sua partecipazione allo Sbarco in Normandia. Il padre Carlo Leopoldo, morto prima della sua nascita, aveva anglicizzato il proprio cognome in Ferling; nel 1955 il poeta decise di prendere ufficialmente il proprio cognome italiano e di firmare con quello tutta la sua opera letteraria e artistica. Intraprese, quindi, una lunga ricerca per risalire alla città di nascita del padre, Brescia, riuscendo ad individuare nel 2005 la casa da dove era partito per emigrare giovanissimo negli Usa.




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