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Evento

10/3/2017

Fortunato Depero, l'artista mago

Il percorso futurista del maestro trentino in un'esposizione alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, vicino Parma

Fortunato Depero, Guerrieri, 1923, tarsia in panni
Fortunato Depero, Guerrieri, 1923, tarsia in panni

Dal 18 marzo al 2 luglio la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma)ospita “Depero il mago”, una mostra dedicata all’artista futurista (Fondo 1892 - Rovereto 1960). Oltre cento opere tra dipinti, le celebri tarsie in panno, i collage, disegni, abiti, mobili, progetti pubblicitari, per celebrare l’artefice di un’estetica innovativa che mette in comunicazione le discipline dell'arte, dalla pittura alla scultura, dall'architettura al design, al teatro. Il progetto è frutto della collaborazione fra il Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e la Fondazione Magnani Rocca, ed è curata da Nicoletta Boschiero e Stefano Roffi.

La rassegna è articolata in cinque capitoli: “Irredentismo e futurismo. La formazione alla scuola elisabettina e l’adesione futurista”, “Teatro magico. Chant du Rossignol, Balli plastici, Anihccam”, “La Casa del mago. La produzione artistica tra design e artigianato”, “New York. Depero Futurist House”, “Rovereto. Verso il museo” a interpretare il percorso futurista dell’autore, analizzandone i ruoli peculiari di sperimentatore, scenografo, mago, pubblicitario e infine maestro.

L’esposizione prende avvio dai primi passi dell’artista in Irredentismo e futurismo, dagli esordi roveretani fino al periodo romano quando, nel 1915, firma con Giacomo Balla il Manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, che custodisce il sogno di un’opera d’arte totale, capace di inglobare tutti i linguaggi della ricerca artistica.

Il teatro magico inizia col balletto Chant du rossignol commissionato nel 1916 a Depero da Sergei Diaghilev, e prosegue coi Balli plastici, nati dalla collaborazione con Gilbert Clavel. Il movimento sulla scena dell’automa è meccanico e rigido, le marionette riportano ai valori dell’infanzia, del sogno, del gioco, del magico. A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero dà vita a un suo grande sogno, quello di aprire una casa d'arte futurista, specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello degli arazzi. Dal 1921 la casa d'arte, grazie all’apporto della moglie Rosetta Amadori e di alcune lavoranti, lavora a pieno ritmo, creando una importante produzione artistica differenziata.

Nel 1928, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e Rosetta si trasferiscono a New York. Il loro soggiorno negli Stati Uniti dura ventiquattro mesi, dal novembre 1928 all'ottobre 1930. Qui l’artista apre la Depero's Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d'arte di Rovereto. Incontra dopo dieci anni Leonide Massine direttore artistico del Roxy Theatre che lo coinvolge come scenografo.

Negli anni Cinquanta, al ritorno da un secondo viaggio negli Stati Uniti, l’artista progetta e realizza, grazie anche alla collaborazione del Comune di Rovereto, il primo museo futurista, una insolita e originale consacrazione della sua opera. Il catalogo dell’esposizione, edito da Silvana Editoriale, prevede i saggi di Nicoletta Boschiero, Mauro Carrera, Matteo Fochessati, Alessandro Nigro, Stefano Roffi, gli apparati di Ilaria Cimonetti oltre alla riproduzione di tutte le opere esposte.




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