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Evento

8/11/2017

Hokusai, l’opera e l’eredità

A Roma, al Museo dell’Ara Pacis, una mostra che esplora la produzione del maestro dell’ukiyoe, ricchissima di soggetti, formati e tecniche, e la sua influenza sugli artisti successivi

Katsushika Hokusai, La [grande] onda presso la costa di Kanagawa (dalla serie "Trentasei vedute del monte Fuji"), 1830-1832 circa, silografia policroma; Kawasaki Isago no Sato Museum
Katsushika Hokusai, La [grande] onda presso la costa di Kanagawa (dalla serie "Trentasei vedute del monte Fuji"), 1830-1832 circa, silografia policroma; Kawasaki Isago no Sato Museum

Al Museo dell’Ara Pacis di Roma è in corso (dal 12 ottobre al 14 gennaio 2018) la mostra “Hokusai. Sulle orme del Maestro”, curata da Rossella Menegazzo, che, attraverso circa 200 opere, racconta l’opera dell’artista giapponese, celebre per la Grande onda, parte della serie delle Trentasei vedute del monte Fuji, e la confronta con quella di alcuni degli autori che hanno seguito le sue orme dando vita a nuove linee, forme ed equilibri di colore all’interno dei classici filoni dell’ukiyoe, che letteralmente significa “immagini del mondo fluttuante”.

La produzione di Katsushika Hokusai (1760-1849), maestro indiscusso dell’ukiyoe, è vastissima e versatile, ed ebbe grande diffusione nel tempo e influenza anche in Occidente, a fine Ottocento, tra pittori quali Edouard Manet, Henri de Toulouse Lautrec, Vincent Van Gogh e Claude Monet, partecipi del movimento del Japonisme.

Le opere – esposte a rotazione per motivi conservativi legati alla loro fragilità – provengono dal Chiba City Museum of Art e da altre importanti collezioni giapponesi come l’Uragami Mitsuru Collection e il Kawasaki Isago no Sato Museum, oltre che dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova.

Hokusai ha esplorato soggetti di ogni tipo: dal paesaggio alla natura, animali e fiori, dal ritratto di attori kabuki a quello di donne e guerrieri, fino alle immagini di fantasmi e spiriti e di esseri leggendari. Altrettanto vari i formati e le tecniche sperimentati: dipinti a inchiostro e colore su rotolo verticale e orizzontale, silografie policrome di ogni misura per il grande mercato, raffinati surimono usati come biglietti augurali, inviti, calendari per eventi e incontri letterari, cerimonie del tè, libretti per teatro. I volumi dei manga, che raggruppano centinaia di schizzi e disegni tracciati dal maestro e stampati in solo inchiostro nero con qualche tocco di vermiglio leggero, rappresentano il compendio di tanta eccentricità e genialità.

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni: “Meishō: mete da non perdere”, “Beltà alla moda”, “Fortuna e buon augurio”, “Catturare l’essenza della natura”, “Manga e manuali per imparare”.

Tra gli allievi figurano Hokuba, Hokkei (1790-1850), Hokumei (1786-1868) che segnano la generazione successiva, insieme a Keisai Eisen (1790-1848), indirettamente influenzato da Hokusai e determinante per gli sviluppi delle stampe di bellezze femminili e paesaggio degli anni 1810-1830 (autore, tra l’altro del ritratto della cortigiana rappresentata nella silografia che Van Gogh dipinge alle spalle di Père Tanguy e utilizzata anche per la copertina di «Le Japon Illustré» nel 1887. Il catalogo è pubblicato da Skira.




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