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Evento

4/1/2016

I segni iconici di Robert Indiana

In mostra a Bologna alcune delle più celebri sculture dell’artista statunitense formate da lettere e numeri

Robert Indiana, Love, Red and Violet, 1966-1999, alluminio policromo, 91,5x91,5x45,75cm; per gentile concessione della Galleria d'Arte Maggiore di Bologna
Robert Indiana, Love, Red and Violet, 1966-1999, alluminio policromo, 91,5x91,5x45,75cm; per gentile concessione della Galleria d'Arte Maggiore di Bologna

La Gam - Galleria d’Arte Maggiore di Bologna prosegue l’approfondimento sulla Pop Art, dopo la mostra su Andy Warhol, con un’esposizione dedicata a Robert Indiana, in programma dal 16 gennaio 2016 al 31 marzo 2017.

Curata da Franco Calarota e Roberta Calarota e promossa dalla figlia Alessia, la rassegna presenta alcune delle opere più celebri e significative dell’artista statunitense: le sculture Love, di cui si possono ammirare diverse varianti, e Amor e la serie di numeri One through zero.

Con i suoi lavori audaci, iconici, colorati, all’apparenza “facili”, l’autore, esplora, a partire dal suo paese, la cultura occidentale. Il «pittore americano dei segni», come si definì, concepisce in un primo tempo dipinti, poi trasformati in sculture, anche monumentali. Utilizza un vasto e originale repertorio di immagini, in cui predominano brevissime, ma efficaci parole, come Love o Amor, composte da lettere cubitali, e serie di numeri.

Cuore del percorso espositivo è la scultura Love, simbolo del lavoro dell’artista e icona contemporanea, nata nel 1964 su commissione del MoMA di New York per una cartolina di auguri natalizi. A farle da contraltare l’altrettanto riconoscibile Amor, con la medesima tipografia a coppie di lettere sovrapposte; in questo caso la suddivisione dà luogo anche a un secondo significato: a comporre il vocabolo italiano sono, infatti, due parole inglesi, “Am” (“Io sono”) e “Or” (“Oppure”), quasi una riformulazione del dilemma shakespeariano “essere o non essere”. Emblematici sono, infine, anche i dieci numeri, da zero a nove, di One through zero, ordinati in modo sempre mutevole, con esiti e interpretazioni differenti.



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