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4/1/2018

Il sogno neoclassico di Piranesi

In mostra a Pesaro, a Palazzo Mosca, settanta incisioni tratte da tre serie dedicate alle carceri, alle vedute e alle antichità di Roma

Dall’8 dicembre all’8 aprile 2018 apre i battenti l’esposizione “Giambattista Piranesi. Il sogno della classicità” nei Musei Civici di Palazzo Mosca a Pesaro, promossa dal Comune - Assessorato alla Bellezza e organizzata da Sistema Museo, con il contributo di The Art Company e in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini di Venezia e Factum Arte di Madrid.

Circa settanta opere grafiche da tre celebri serie di incisioni dedicate alle carceri, alle vedute e alle antichità di Roma, rivelano il sogno neoclassico dell’artista affascinato dalla grandezza del passato antico, tra magnificenza e sentimento del sublime. Il sogno torna a rivivere e a riverberare nel Palazzo, già dimora della nobile famiglia Mosca, dove fu ospitato Napoleone Bonaparte che del neoclassicismo aveva fatto una visione politica funzionale alla costruzione del suo Impero. La mostra prende ispirazione proprio dalla visita del generale Bonaparte, il 6 e 7 febbraio 1797, quando fu ospitato da Francesco Mosca, allora esponente del governo della Repubblica Cisalpina di Milano e protagonista della cultura illuminista pesarese. Si deve a Francesco l’ammodernamento dell’edificio seicentesco, affidato all’architetto Luigi Baldelli, e in virtù dei legami politici e culturali della famiglia, il palazzo diviene un vivace cenacolo di intellettuali ed aristocratici.

L’allestimento crea un dialogo tra le incisioni di Piranesi e diverse opere delle civiche raccolte: sculture, ceramiche, modelli architettonici, arredi, il cui nucleo principale è costituito dal lascito ottocentesco della marchesa Vittoria Mosca. Manufatti databili tra Sette e Ottocento, prodotti sulla scia del vasto fenomeno di riscoperta ed interpretazione dell'antico. Entrando nella sala del Bellini è Napoleone a dare il benvenuto: il percorso inizia dal busto in marmo bianco che lo ritrae, tratto da un modello di Antoine-Denis Chaudet a inizio Ottocento e parte della collezione Hercolani-Rossini.

L’esposizione prosegue con la serie piranesiana dedicata alle Carceri (1761-70) nelle quali viene rivoluzionata la canonica rappresentazione della prigione. Tavole raffiguranti non gabbie di ferro o celle chiuse da sbarre ma ambienti fortemente drammatici, frutto di originale fantasia unita ad una attenta conoscenza architettonica. Sono ardite visioni modellate su solide nozioni di prospettiva e costruzioni tridimensionali. Sala per sala, si svela la variegata attività del grande artista veneto appassionato in particolar modo delle maestose rovine di Roma. La serie delle Vedute di Roma (1740-60) e delle Antichità romane (1757) esprimono al meglio la sua poetica e rendono note le bellezze e il fascino imperituro della città.

Il percorso si conclude con un video che propone ricreazioni 3D delle Carceri piranesiane realizzato da Gregoire Dupont dell'Atelier Factum Arte di Madrid, tramite procedimento stereolitografico. Il video è stato eccezionalmente concesso in prestito dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, proprietaria dell'edizione Piranesi Fréres delle incisioni, da cui è stato tratto.

Giambattista Piranesi, Vedute di Roma
Giambattista Piranesi, Vedute di Roma


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