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Evento

1/12/2017

Kerouac, pittore “beat”

A Gallarate una mostra di dipinti e disegni dello scrittore statunitense, tra le icone letterarie del Novecento

Jack Kerouac, Sacred Heart, olio su carta, 23x30,5cm
Jack Kerouac, Sacred Heart, olio su carta, 23x30,5cm

Una mostra al Ma*Ga di Gallarate (Varese) documenta l’attività pittorica e grafica di Jack Kerouac, noto soprattutto come scrittore, tra i fondatori della Beat Generation, una delle icone letterarie del Novecento. “Kerouac. Beat Painting” è il titolo dell’esposizione, in programma dal 3 dicembre al 22 aprile 2018, ricca di ottanta tra dipinti e disegni, in gran parte inediti in Italia. Si tratta perlopiù di opere finora esposte occasionalmente al Whitney Museum of American Art di New York, al Centre Pompidou di Parigi e al Centro per l’Arte e la Tecnologia dei Media (Zkm) di Karlsruhe e rimaste per decenni a Lowell (Massachusetts), città natale dello scrittore statunitense, prima di essere cedute a collezionisti privati. La rassegna, curata da Sandrina Bandera, Alessandro Castiglioni ed Emma Zanella, è organizzata dal Ma*Ga con il Comune e il sostegno di Ricola, Heritage Art Foundation e Fondazione Cariplo e in collaborazione con la galleria Il Rivellino di Locarno.

Complessivamente la forza dell’opera pittorica di Kerouac, come della sua letteratura, sta nell’identità tra arte e vita. Il percorso espositivo segue il labirintico processo creativo dell’autore e le sue relazioni con la cultura visiva americana, con gli altri esponenti del movimento Beat, da Allen Ginsberg a William Borroughs, e con i maestri della pittura informale e della Scuola di New York. L’itinerario si articola in diversi nuclei: dai ritratti di personaggi famosi, quali Joan Crawford, Truman Capote, Dody Muller o il cardinal Montini, ai riferimenti alla cultura beat, da Robert Frank a William S. Burroughs.

Vengono approfondite, inoltre, le relazioni con l’Italia, attraverso una selezione di fotografie scattate da Robert Frank e da Ettore Sottsass alla moglie Fernanda Pivano, ad Allen Ginsberg e allo stesso Kerouac, e a un progetto inedito di Peter Greenaway. Una sezione video offre un contesto culturale, con la proiezione dell’intervista di Fernanda Pivano a Jack Kerouac (Rai Teche) e del cortometraggio Pull My Daisy (1964), sceneggiato da Kerouac, diretto da Robert Frank e Alfred Leslie, e recitato da alcuni protagonisti della Beat Generation, quali Allen Ginsberg e Gregory Corso. Accompagna la mostra una pubblicazione edita da Skira.




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