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Evento

15/11/2017

Konrad Mägi, protagonista eccentrico del Novecento

A Roma, alla Gnam, la prima ampia retrospettiva europea dedicata al grande artista estone

Konrad Mägi, Motivo romano, 1921-1922, olio su tela, 53,6x66,8cm; Museo nazionale d'arte, Estonia
Konrad Mägi, Motivo romano, 1921-1922, olio su tela, 53,6x66,8cm; Museo nazionale d'arte, Estonia

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita dal 10 ottobre al 28 gennaio 2018 la prima grande mostra europea su Konrad Mägi (1878-1925), uno dei maggior artisti estoni del Novecento, organizzata in occasione del semestre di presidenza dell’Unione Europea dell’Estonia e dei cento anni della Repubblica baltica, in collaborazione con l’Eesti Kunstimuuseum - Museo Nazionale d’Arte e l’Ambasciata dell’Estonia in Italia.

L’esposizione, curata da Eero Epner, fa luce su un artista singolare, per la sua pittura e per le vicende personali, protagonista “eccentrico” dell’arte europea nel ventennio intorno alla Prima Guerra Mondiale, di difficile collocazione nei movimenti dell’epoca: si confrontò con tutti, ne sfiorò alcuni, soprattutto l’espressionismo, ma non ne fece proprio nessuno, così come non si appiattì, pur amandola, sulla tradizione estone.

Mägi si cimentò con la pittura per meno di vent’anni, dal 1906 quando, abbandonata la scuola a San Pietroburgo, si rifugiò alle Isole Åland, in Finlandia, in una specie di comune di musicisti, scrittori, pittori e uomini liberi. Poi soggiornò in Francia, a Parigi e in Normandia, e in Norvegia. Nel 1912 tornò in Estonia, dove rifondò la Scuola d’Arte di Pallas e frequentò assiduamente l’isola di Saaremaa, traendo ispirazione dalla sua natura. All’inizio degli anni Venti ricominciò a girare l’Europa, fino alla morte prematura; in Italia visitò Venezia, Capri e Roma. Uomo inquieto, si descriveva come un nano soffocato dalla solitudine, incapace di fare qualsiasi cosa tranne dipingere. La cifra della sua arte è nel colore, brillante e potente, nel paesaggio come nel ritratto.





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