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Evento

10/10/2017

L'Ottocento italiano nella Collezione Ingegnoli

A Milano una mostra che racconta la nascita e lo sviluppo della celebre raccolta attraverso una selezione di dipinti di grandi maestri tra i quali Boldini e Fattori

Angelo Morbelli, La sedia vuota, 1903, olio su tela, 60x85cm
Angelo Morbelli, La sedia vuota, 1903, olio su tela, 60x85cm

L’esposizione “La raccolta Ingegnoli. Storia di una passione d’arte a Milano”, dal 13 ottobre al 3 dicembre presso la Galleria Bottegantica di Milano, ripercorre le tappe che hanno portato alla nascita e allo sviluppo della celebre collezione milanese, attraverso una selezione di dipinti di autori dell’Ottocento italiano, tra cui Giovanni Boldini, Giovanni Fattori, Domenico e Gerolamo Induno, Angelo Morbelli.

La storia di una collezione privata si lega con la storia della persona che la crea, si colora con gli avvenimenti della sua vita privata e pubblica, e permette di leggerci in controluce la personalità del collezionista: è questo il caso di Paolo Ingegnoli (1861-1935), facoltoso imprenditore milanese, fondatore nel 1884 – insieme ai fratelli Francesco e Vittorio – della società Fratelli Ingegnoli. Innamorato del bello, Ingegnoli ha riunito, tra fine Otto e inizio Novecento, una straordinaria raccolta di dipinti, ordinata seguendo le ragioni della passione e dell’amore per l’arte.

La mostra, curata da Enzo Savoia, Stefano Bosi e Valerio Rossi, in collaborazione con gli eredi Ingegnoli, propone una selezione di quindici tra i più importanti dipinti già nella raccolta milanese e attualmente conservati in collezioni pubbliche e private. Per concessione degli eredi è inoltre possibile documentare – attraverso il materiale d’archivio in loro possesso – la storia di ogni singolo quadro, il rapporto personale intercorso tra Paolo Ingegnoli e gli artisti del suo tempo, l’allestimento originario della quadreria.

La rassegna privilegia i nuclei più significativi della collezione attraverso i suoi autori principali: la sezione dedicata agli italiani di Parigi annovera capolavori fra cui Il porto di Venezia di Giovanni Boldini; il divisionismo è rappresentato da due dei suoi massimi esponenti, Angelo Morbelli con La sedia vuota, e Carlo Fornara con Lavoro dei campi. La sezione dedicata ai Macchiaioli toscani riunisce nelle sale di Bottegantica Il ghetto di Firenze di Telemaco Signorini e La raccolta delle foglie di Giovanni Fattori; Completano il percorso espositivo opere di Lorenzo Delleani, Giacomo Favretto, Domenico e Gerolamo Induno, Vincenzo Irolli, Luigi Nono e altri ancora.





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