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Evento

16/6/2016

L'arte per l'arte, da Previati a De Pisis

Al Castello Estense di Ferrara un nuovo percorso espositivo che accoglie temporaneamente le raccolte della Galleria di Palazzo Massari, chiuso per lavori di restauro in seguito al terremoto del 2012

Gaetano Previati, Paolo e Francesca, 1909, olio su tela, 230x260cm; Ferrara, Museo dell'Ottocento
Gaetano Previati, Paolo e Francesca, 1909, olio su tela, 230x260cm; Ferrara, Museo dell'Ottocento

Dal 15 giugno al 27 dicembre, apre i battenti un nuovo percorso al Castello Estense di Ferrara, “L’arte Per L’arte. Da Previati a Mentessi, da Boldini a De Pisis”, progetto ideato da Maria Luisa Pacelli. L’edificio diventa la casa provvisoria delle raccolte d’arte delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari, inagibili dopo il terremoto del 2012.

A fare da apripista a questo ciclo espositivo sono Boldini e De Pisis, entrambi presenti nelle raccolte civiche; non manca anche una selezione di opere di altri protagonisti dell’arte a Ferrara tra Otto e Novecento, in particolare Gaetano Previati e Giuseppe Mentessi.

Nelle sale decorate del piano nobile del Castello si sviluppa l’allestimento “La libertà dell’arte. Tra verità e immaginazione”, che propone un breve viaggio tra alcuni dei diversi orientamenti che, sul finire dell’Ottocento, fanno a gara per rinnovare i convenzionali linguaggi dell’arte: dalle poetiche del vero all’arte di idee, dalla pittura di macchia al divisionismo, dalla rappresentazione della vita moderna alle suggestioni decorative del Liberty. Tra i protagonisti vi sono artisti ferraresi attivi sulla scena italiana, come Giuseppe Mentessi, Alberto Pisa o Arrigo Minerbi, e, accanto a loro, Boldini e Previati, che fu interprete del Divisionismo e della vague simbolista. L’allestimento si sviluppa per sale tematiche che richiamano i motivi portanti delle ricerche a cavallo tra Otto e Novecento: il ritratto moderno e i suoi nuovi codici, i temi storico-allegorici e la dimensione monumentale e decorativa, i nuovi soggetti della modernità, il paesaggio reale e il paesaggio dell’anima, le tensioni morali e spirituali alla vigilia della grande guerra.

Il percorso prosegue poi nello scrigno dei Camerini di Alfonso I, dove è allestita la selezione di capolavori di Filippo de Pisis, che racconta la parabola dell’artista attivo sul palcoscenico italiano e parigino a partire dagli anni Venti del Novecento. Il ricco fondo ferrarese di opere depisisiane, permette di rivisitare tutto il suo percorso creativo. Dalle opere giovanili, da cui traspare la riflessione sull’incontro con De Chirico e la pittura metafisica, ai capolavori del periodo parigino che segnano la nascita di un linguaggio personale, trascrizione pittorica delle emozioni che la Ville lumière procura al pittore, fino alla produzione successiva al rientro in Italia, esiti estremi nei quali la poesia delle immagini si spoglia fino all’essenziale.




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