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Evento

8/9/2017

La fotografia “rubata” dalla Dolce Vita a oggi

A Torino, nel centro Camera, una mostra dedicata al fenomeno dei paparazzi

Ellen von Unwerth, Kate Moss and David Bowie, 2003; © Ellen von Unwerth
Ellen von Unwerth, Kate Moss and David Bowie, 2003; © Ellen von Unwerth

“Arrivano i Paparazzi! - Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi” è la nuova proposta espositiva di Camera - Centro Italiano per la Fotografia, a Torino. La mostra, in programma dal 13 settembre al 7 gennaio 2018, curata da Walter Guadagnini e Francesco Zanot, racconta una stagione di grande vitalità per la fotografia e il costume, concentrandosi su un particolare fenomeno – quello della fotografia “rubata” – divenuto fondamentale nell’intera storia della fotografia italiana e internazionale. Il percorso di visita ne ricostruisce gli sviluppi dall’origine, a Roma nella seconda metà degli anni Cinquanta, legata al mondo del cinema, ai giorni nostri.

La parte iniziale è il cuore della rassegna, con le immagini dei grandi fotografi dell’epoca, come Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti, Elio Sorci, Lino Nanni, Ezio Vitale: tra i protagonisti Anita Ekberg, Ava Gardner, Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Walter Chiari, Richard Burton e Liz Taylor.

L’esposizione racconta poi i cambiamenti della società e dei mezzi di comunicazione degli anni successivi. Compaiono sulla scena altri personaggi e altre situazioni. Spiccano due vicende esemplari. La prima è quella di Jackie Kennedy (poi Onassis), immortalata da Ron Galella mentre passeggia, ma anche preda di una serie di servizi che la mostrano in privato, come quello di Settimio Garritano che la ritrae nuda mentre prende il sole in vacanza. La seconda, analoga, è quella di Lady Diana.

L’allestimento si completa con lavori di alcuni autori contemporanei che hanno preso spunto dall’immaginario dei Paparazzi e riflettuto sulla loro pratica, portandola al confine tra finzione e realtà: Ellen von Unwerth, Alison Jackson, Armin Linke.

Ad arricchire la mostra una serie di incontri di approfondimento e un ciclo di film sul tema in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.





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