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9/1/2018

LeWitt, forme nello spazio

Alla Fondazione Carriero di Milano una mostra che esplora la relazione del lavoro dell’artista con l’architettura

Nel decennale della scomparsa di Sol LeWitt (Hartford, 1928 - New York, 2007), la mostra “Between the Lines”, allestita alla Fondazione Carriero di Milano dal 17 novembre al 23 giugno, offre un punto di vista nuovo sulla pratica dell’artista statunitense: la chiave di lettura dei curatori, Francesco Stocchi e Rem Koolhaas, celebre architetto, è la relazione del lavoro di LeWitt con l’architettura.

Nel 1967 LeWitt pubblica sulla rivista «Artforum» il testo Paragraphs on Conceptual Art, considerato tuttora fondamentale per la comprensione dell’arte concettuale, che sancisce il primato dell’idea sull’esecuzione: il compito dell’artista, dunque, è formulare il progetto, la cui esecuzione, secondo le sue istruzioni, può essere, invece, affidata ad altri. Questa figura di artista si avvicina a quella dell’architetto. Tuttavia, nel teorema di LeWitt è previsto un certo grado di casualità determinato dall’individualità dell’esecutore, che è ciò che apre l’opera al pathos della creazione artistica.

Il ruolo dell’architettura nella valutazione dell’opera di LeWitt non è limitato all’aspetto della progettualità delle idee, ma anche alla capacità di rimodellare lo spazio. Le opere di Sol LeWitt non possono essere considerate sculture né opere pittoriche e neanche strutture architettoniche, si tratta piuttosto di forme (Structures) inserite nello spazio, a metà tra la bidimensionalità e la tridimensionalità. Spesso sono incuranti dell’ambiente e delle sue caratteristiche: le opere si permeano dei luoghi pur non essendo necessariamente pensata ad hoc, e in questo modo rivelano nuovo spazi metafisici. Il percorso espositivo, dunque, cerca di esplorare i confini dell’opera di LeWitt.

L’esposizione, resa possibile dalla collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt e dai prestiti provenienti da prestigiose istituzioni pubbliche, come il Whitney Museum of American Art (New York), e importanti collezioni private, come la Collezione Panza, propone un nutrito corpus di opere che ripercorrono l’intera carriera dai celeberrimi Wall Drawings alle sculture come Complex Form e Inverted Spiraling Tower, fino alla serie fotografica Autobiography 1980.

Sol LeWitt, Floor Structure (Well), 1963, legno dipinto, 133x61x61cm; courtesy: LeWitt Collection, Chester, Connecticut; Untitled (B3 Model), 1966, legno dipinto, 35,6x35,6x35,6cm; courtesy: Collection Paula Cooper, New York; Early Wood Structure, 1962 circa, legno dipinto, 20,6x18,4x18cm; courtesy: Estate of Sol LeWitt e Pace Gallery
Sol LeWitt, Floor Structure (Well), 1963, legno dipinto, 133x61x61cm; courtesy: LeWitt Collection, Chester, Connecticut; Untitled (B3 Model), 1966, legno dipinto, 35,6x35,6x35,6cm; courtesy: Collection Paula Cooper, New York; Early Wood Structure, 1962 circa, legno dipinto, 20,6x18,4x18cm; courtesy: Estate of Sol LeWitt e Pace Gallery


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