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Evento

22/3/2012

Le visioni teatrali di Tadeusz Kantor

Il grande scenografo, regista e teorico polacco è protagonista di una mostra a Matera, allestita in due sedi museali: il Musma e Palazzo Lanfranchi

Qui non ci torno più
Qui non ci torno più

Dal 17 marzo all’ 11 maggio, il Musma - Museo della Scultura Contemporanea di Matera e il Palazzo Lanfranchi, sede del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata ospitano una mostra dedicata aTadeusz Kantor, pittore, scenografo, regista e teorico teatrale, nato a Wielopole Skrznskie nel 1915 e morto a Cracovia nel 1990.
L’esposizione si snoda nelle due sedi ricostruendo la storia di Kantor, per soffermarsi, in particolare, sul suo rapporto con l’Italia e soprattutto con il pittore Achille Perilli, con cui aveva stretto una solida amicizia, come attestano le lettere, le cartoline e i telegrammi visibili in mostra e i disegni che rivelano la reciproca influenza tra i due artisti.
 
Presso il Musma, si ammirano dipinti, sculture, disegni, immagini e documenti, tra cui lettere, cartoline, fotografie, manifesti, cataloghi, impaginati originali, libri, riviste databili dal 1955 al 1977, mentre a Palazzo Lanfranchi viene approfondito il periodo dal 1978 al 2010.
 
L’itinerario espositivo racconta le vicende del gruppo Cricot 2, fondato da Kantor nel 1955, per dare vita a un luogo di incontri tra artisti e teatranti, attori professionisti e dilettanti, poeti, scultori, teorici dell’arte, ispirato al gruppo Cricot, nato dall'anagramma delle parole "To circ". Ancora, un focus sulla Galleria Foksal di Varsavia, che tra il 1966 e il 1994 svolgeva un ruolo di primo piano per il rinnovamento espressivo dell’arte polacca. Il percorso prosegue, così, ricordando l’esperienza della personale di Varsavia del 1969, la partecipazione di Kantor al numero speciale di «Grammatica» (1969),  le diverse rassegne cui l’artista ha partecipato in Italia e all’estero, contribuendo allo sviluppo dell’happening e dell’installazione. L’esposizione si sofferma sulla presenza del Gruppo Altro a Varsavia nel 1979, di cui ha fatto parte anche lo scultore Enrico Pulsoni. Si ammirano anche gli ingrandimenti delle foto originali della personale di Kantor per la mostra dell’Avanguardia Polacca al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1979).
 
Anche l’attività teatrale è ben rappresentata nell’allestimento attraverso una selezione tra le 224  fotografie di Romano Martinis degli spettacoli La poule d'eau 1969, Le bellocce e i cercopitechi 1974, La classe morta 1975, che sono esposte nella sede del Musma, e quelle scattate a Où sont les neiges dantan 1978, Wielopole-Wielopole 1980, Q'ont crevent les artistes 1985, Qui non ci torno più 1988, Oggi è il mio compleanno 1990, esibite nella sede di Palazzo Lanfranchi.
L’itinerario mette in evidenza anche il ruolo di Kandor quale fervente attivista del Teatro Clandestino formato a Cracovia, negli anni dell’occupazione tedesca, con cui metteva in scena Balladyna di J. Słowacki e Il ritorno di Ulisse di S. Wyspiański, spettacoli dove si avverte per la prima volta l’idea dell’oggetto povero «del più basso rango», poiché intendeva rappresentare il mondo rurale polacco, con tutte le sue antiche tradizioni, la ritualità, le cerimonie religiose, la cultura cattolico-slava e ebraico-yiddish, tra processioni, matrimoni, liturgie. D’altronde, il desiderio di sperimentare diversi linguaggi, unito alla forte egocentrismo, è parte integrante dell’esperienza di Cricot 2, dove l’obiettivo era quello di trasferire sulla scena la realtà: il palcoscenico si riempie di morti vaganti, fantasmi, manichini, legni spezzati, ferri arrugginiti, in un misto di visioni che attingono dalla realtà e dall’inconscio, per evocare la precarietà dell'esistenza e dar vita ad uno spettacolo che, nel segno del movimento d’avanguardia, si nutre e comprende ogni cosa, dall’emballage al collage, dalla performance, all’happening, all’installazione, fino a Kantor se stesso.
 
In occasione della mostra, si può vedere il film La classe morta, girato da Andrzej Wajda nel 1976, da cui Enrico Pulsoni ha tratto ispirazione per la creazione di un personaggio in cartapesta, realizzato dai suoi allievi dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, esposto a Palazzo Lanfranchi. 




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