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29/1/2013

Macchiaioli, capolavori ritrovati

In anteprima al Centro Matteucci di Viareggio una selezione delle opere che andranno in mostra da aprile al Museo dell’Orangerie di Parigi. Si possono ammirare alcune opere recuperate di recente dei massimi esponenti del movimento toscano

Dal primo febbraio al 17 marzo, il Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio (Lucca) presenta in anteprima i capolavori degli artisti macchiaioli selezionati per essere esposti dal 9 aprile al 22 luglio al Museo dell’Orangerie di Parigi. Dopo oltre trent’anni di assenza dalla scena artistica della Ville Lumière, dove nel 1978 erano stati protagonisti di una mostra al Grand Palais, i Macchiaioli tornano a Parigi con la rassegna “I Macchiaioli 1850-1877. Gli impressionisti italiani?”.
 
Come enunciato dal titolo della mostra, scelto dal Comitato francese composto da Marie-Paule Vial, direttrice del museo dell'Orangerie, Isabelle Julia, conservatrice generale del museo d'Orsay, e Maria Lopez, conservatrice capo della fondazione Mapfre, la rassegna indaga un tema affrontato soprattutto dalla critica dell’anteguerra, che poggia sul parallelismo tra il grande movimento capeggiato da Monet, Pissarro e Degas e il gruppo del Caffè Michelangiolo.
 
Il movimento dei Macchiaioli si formò a Firenze, nella metà dell’Ottocento, grazie a un gruppo di artisti riuniti presso il Caffè Michelangelo attorno al critico Diego Martelli. Il termine “Macchiaioli” apparve per la prima volta nel 1862 sulla «Gazzetta del Popolo», ad indicare i pittori che, introducendo il concetto di “macchia”, portavano una ventata di rinnovamento ai precetti accademici e alla tradizione neoclassica e del Romanticismo. Spinti dal desiderio di cambiamento, questi artisti non furono solo tra i protagonisti dell’arte italiana a cavallo tra il XIX e il XX secolo, ma si fecero portavoce delle ultime tendenze e dell’atmosfera creativa che si respirava a Parigi, dove si recarono nel corso di diversi soggiorni, instaurando un clima di reciproco scambio tra l’Italia e la Francia, fino a distinguersi come «uno dei movimenti più poetici che presenta molte affinità con le ricerche plastiche condotte dagli artisti impressionisti».
 
La mostra a Viareggio rende visibili quindici opere dei massimi esponenti del movimento, riunendo le opere di Abbati, Banti, Boldini, Borrani, Cabianca, Cecioni, Costa, D’Ancona, De Tivoli, Fattori, Lega, Signorini, Zandomeneghi, che vengono esposte accanto a una selezione del materiale iconografico presente negli archivi del Centro.
 
La prospettiva con cui vengono presentati questi lavori risente delle recenti ricerche di cui sono stati oggetto questi artisti, grazie al rinvenimento di documenti e al recupero, dopo le prime grandi mostre internazionali, di opere capitali. In particolare, alcune di queste opere rappresentano i fiori all’occhiello dell’itinerario espositivo proposto al Centro Matteucci, quali le tele di Signorini Santa Maria dei Bardi a Firenze e La luna di miele, rese note in occasione delle esposizioni organizzate a Firenze, rispettivamente nella Sala delle Reali Poste degli Uffizi (1991) e nella Sala Bianca di Palazzo Pitti (1997), presentate accanto ad altri lavori di spicco, come La Passeggiata al muro torto di Antonio Puccinelli, Il Ritratto di Mary Donegani di Boldini, Le monachine di Cabianca e Le Bambine che fanno le signore di Lega.
 
Dopo la tappa di Parigi, la mostra verrà presentata anche a Madrid, presso la Fondazione Mapfre, dal 20 settembre al 6 gennaio 2014.
Antonio Puccinelli, La passegiata del Muro Torto, 1852, olio su tela, cm 44x56, Viareggio, Istituto Matteucci
Antonio Puccinelli, La passegiata del Muro Torto, 1852, olio su tela, cm 44x56, Viareggio, Istituto Matteucci


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