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Evento

16/4/2012

Mario Delitala, maestro dell’incisione

La Pinacoteca Mus'a al Canopoleno di Sassari, in occasione dell’acquisizione di nuove opere dell’artista, presenta una mostra di dipinti, stampe e bozzetti, comprese alcuni inediti

Il Secolo XX di Mario Delitala
Il Secolo XX di Mario Delitala

In occasione dell'acquisizione di nuove opere del maestro Mario Delitala, uno degli artisti più significativi del Novecento sardo, la Pinacoteca Mus'a al Canopoleno di Sassari presenta fino al 25 maggio la mostra “Omaggio a Mario Delitala”, curata da Maria Paola Dettori. La rassegna, in corso dall’11 aprile, vuole rendere visibili dodici dipinti e stampe, entrati a far parte delle proprietà statali grazie alla donazione dell'erede dell’artista, Marcello Delitala.
 
L’esposizione ripercorre l’evoluzione creativa dell’artista, pittore e incisore, rendendo visibili, accanto ai lavori di proprietà statale appartenenti alla Collezione Tomè, esposti in modo permanente nella Pinacoteca, alcuni quadri messi a disposizione dagli eredi Delitala dell’Associazione Culturale omonima e opere prestate da privati ed enti pubblici, quali la Camera di Commercio di Sassari e il Comune di Lanusei; la mostra è realizzata anche con il contributo della Banca di Sassari.
 
L’itinerario si snoda mettendo in luce la lunga carriera del grande artista, nato a Orani nel 1887 e scomparso nel 1990, all’età di 103 anni, considerato uno dei più grandi incisori italiani del XX secolo. Artista autodidatta, dopo il diploma di ragioniere, Delitalia lavorò a Milano nel settore amministrativo della ditta Duchesne, specializzata in cartelloni pubblicitari, inizialmente come contabile, quindi come collaboratore grafico, mentre frequentava, al contempo, il Corso Superiore di Disegno Litografico. Già nel 1911 eseguì due opere per il Municipio di Orani, ma dovette aspettare la fine della Prima Guerra Mondiale, durante la quale era stato chiamato alle armi, per completare la sua formazione accademica, che ultimò a Venezia. I risultati più significativi del suo lavoro sopraggiunsero, difatti, tra il 1924 e il 1933, quando ricevette le commissioni di numerose opere pubbliche, tra cui spicca la decorazione della Sala Consiliare del Comune di Nuoro, con la grande tela raffigurante La cacciata dell'arrendadore (1926), episodio fondamentale nella storia dell'arte sarda tesa al riscatto identitario dell'Isola, la decorazione della Cattedrale di Lanusei, dell’Aula Magna dell’Università di Sassari e del Liceo Azuni. Dalla fine degli anni Quaranta, si trasferì a Palermo, per risiedervi fino al 1961, alla guida dell’Istituto d’Arte cittadino. In quell’ambiente, l’artista si cimentò nell’arte del mosaico, che utilizzò sia in Sicilia, a Caltagirone, Agrigento, Trapani, che in Sardegna. L’artista tornò a Sassari nel 1963, dove rimase fino agli ultimi giorni di vita.
 
Negli ambienti della Pinacoteca Mus’a al Canopoleno, che ospita la collezione di dipinti del Seicento e Settecento, pervenuti grazie alla donazione di Giovanni Antonio Sanna e di opere del Novecento sardo donate dal mecenate sassarese Giuseppe Tomè, nonché opere di arte contemporanea, come le grandi tele del pittore maddalenino Carlo Battaglia e una sala dedicata a Garibaldi, si ammirano le opere del grande artista, tra cui spiccano alcuni importanti inediti quali i bozzetti, appena restaurati, per la grande tela del Comune di Nuoro La cacciata dell'arrendadore (1926). Tra le opere scelte per la rassegna, di grande interesse anche i lavori relativi alla fase giovanile, che rivelano la sua straordinaria capacità nel disegno, come nei bozzetti pubblicitari realizzati a Milano tra il 1907 e il 1908 e quelli che illustrano la fase finale della sua attività, quali le due vedute del centro storico di Sassari e alcuni scorci dei luoghi a lui più cari dell’Ortobene.




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