Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Ricerca per: IndiceArticoliOpac SBNEuropeana

Pagina dei contenuti


sei in: Home » Mark Tobey, l'artista "vagabondo"
Esplora

Regioni

mappa regioni italiane Lombardia Valle D'Aosta Liguria Toscana Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Umbria Emilia Romagna Veneto Friuli Venezia Giulia Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Basilicata Molise Piemonte

scegli la regione


Seguici su:




linkedin





slideshare



 

Evento

16/5/2017

Mark Tobey, l'artista "vagabondo"

La Collezione Guggenheim di Venezia rende omaggio con un'ampia retrospettiva al maestro statunitense, precursore della Scuola di New York

Mark Tobey, <em>Wild Field</em>, 1959. The Museum of Modern Art, New York, The Sidney and Harriet Janis Collection, 1967. Copyright: Mark Tobey Seattle Art Museum, Artists Rights Society
Mark Tobey, Wild Field, 1959. The Museum of Modern Art, New York, The Sidney and Harriet Janis Collection, 1967. Copyright: Mark Tobey Seattle Art Museum, Artists Rights Society

Dal 6 maggio al 10 settembre apre i battenti la retrospettiva “Mark Tobey. Luce filante”, a cura di Debra Bricker Balken, presso la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

In esposizione 66 dipinti, che spaziano dalle produzioni degli anni Venti fino ad arrivare agli anni Settanta, che indagano la produzione artistica di Tobey, questo artista “vagabondo”, che visse tra Seattle, New York, Hong Kong, Shanghai, Kyoto e l’Europa. Come spiega la curatrice, proprio grazie a questo suo errare l’artista statunitense «è riuscito ad espandere il linguaggio del Modernismo americano al di là della sua contemporaneità. Fortissima è l’enfasi spirituale con cui Tobey ha permeato tutte le sue opere, derivante proprio dalla sua passione per la cultura e religione orientali».

L'esposizione – che il direttore del museo, Philip Rylands, ha definito la mostra «un meritato tributo» – si configura come un riesame della produzione artistica di Tobey in quel decennio clou che vide la nascita dell’Espressionismo astratto, riconosciuto come figura d’avanguardia, precursore con la sua “scrittura bianca” di quelle innovazioni stilistiche introdotte di lì a poco dagli artisti della Scuola di New York, quali Jackson Pollock.




Collegamenti

Metadati correlati In rete

iconaInserisci un nuovo commento




captcha