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Evento

20/9/2017

Miró e Marino, maestri del colore

Una mostra a Pistoia mette a confronto opere dei due artisti, vicini nell'esprimere la vitalità e la gioia di vivere attraverso le scelte cromatiche

Joan Miró, Barrio chino, 1971, litografia originale a colori, 60,5x90cm; Guastalla Centro Arte, Livorno
Joan Miró, Barrio chino, 1971, litografia originale a colori, 60,5x90cm; Guastalla Centro Arte, Livorno

È in corso a Pistoia, dal 16 settembre al 7 gennaio 2018, la mostra “Miró e Marino. I colori del Mediterraneo”, compendio all'esposizione “Passioni visive”, che la Fondazione Marini ha deciso di proporre per dare rilievo al lato pittorico dell’artista pistoiese, nella sede del Museo Marino Marini a Palazzo del Tau. La pittura e il colore per Marino erano di fondamentale importanza e ne è testimonianza la ricca collezione di tele e tempere presenti nel Museo che l’artista ha voluto donare alla sua città natale.

Spiega Maria Teresa Tosi, direttrice della Fondazione: «Riteniamo fondamentale che l’opera di Marino dialoghi con le opere di altri artisti suoi contemporanei. Pensando alla pittura, il nostro pensiero è subito caduto su Miró, perché pur distanziandosi per temi e approcci, la grande affinità linguistica li rende vicini nell’esprimere la vitalità e la gioia di vivere attraverso l’uso del colore. Miró e Marino, inoltre, erano anche amici, come testimonia la corrispondenza presente nei nostri archivi e che sarà esposta in mostra».

Entrati in contatto negli anni Cinquanta grazie alla frequentazione dell’atelier di Fernand Mourlot a Parigi dove, insieme a Chagall, Picasso e altri grandi maestri contemporanei, andavano a stampare le loro litografie, entrambi amavano colorare le loro sculture, non solo come omaggio agli antichi ma anche, sicuramente, per il loro spirito solare e ironico. Molto spesso usavano colori primari, privi di sfumature, entrambi stendevano il colore a larghe campiture con segni netti e decisi.

La vastità dei cieli mediterranei e la luce abbagliante di queste terre hanno sicuramente influenzato la visione artistica di entrambi i maestri del colore. Miró ebbe a sottolineare «Ancora adesso quando passeggio guardo la terra o il cielo, non il paesaggio. Lo spettacolo del cielo mi sopraffà. Sono sopraffatto quando vedo la luna crescente o il sole in un cielo immenso. Nei miei quadri si ritrovano spesso forme minuscole in vasti spazi vuoti. Spazi vuoti, orizzonti vuoti, pianure vuote... Ho sempre bisogno di un punto di partenza, sia esso una macchia di polvere o uno squarcio di luce».

Il confronto con i lavori dell’amico Miró – in mostra una sua selezione di dipinti e grafica – consente al visitatore di apprezzare al meglio la qualità e l’originalità dell’opera pittorica di Marino Marini, sdoganandola della sua presunta ancillarità rispetto alla sua più nota produzione scultorea.





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