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3/4/2018

Mirò, il pensiero visuale

In mostra a Padova, a Palazzo Zabarella, la Collezione di Porto. Le opere esposte evidenziano la costante esplorazione di supporti, materiali e tecniche 

Il Palazzo Zabarella di Padova accoglie in prima mondiale al di fuori del territorio portoghese l’importantissima Collezione Miró conservata nella città di Porto, nella mostra "Joan Mirò: materialità e metamorfosi", in programma dal 10 marzo al 22 luglio. L'esposizione, organizzata dalla Fundação de Serralves - Museu de Arte Contemporânea, riunisce 85 opere tra quadri, disegni, sculture, collage e arazzi. Il ficlo conduttore è l'esplorazione della materialità: il percorso espositivo, focalizzandosi sulla trasformazione dei linguaggi pittorici che l’artista catalano iniziò a sviluppare nella prima metà degli anni Venti, documenta le sue metamorfosi artistiche. La sequenza di opere proposta evidenzia il pensiero visuale di Miró, il modo in cui egli ha saputo lavorare con tutti i sensi, dalla vista al tatto, e ricostruisce i processi di elaborazione delle sue creazioni.

La raccolta presentata ha una storia recente piuttosto fortunosa: le opere furono acquisite in Giappone tra il 2004 e il 2006 dal Banco Português de Negociós; nel 2008 il Banco fu  nazionalizzato dallo Stato portoghese, che decise di mettere sul mercato la prestigiosa collezione, affidando l'incarico alla casa d'aste Christie’s; in seguito alle proteste la vendita fu cancellata e le opere rimasero in Portogallo. Sono state esposte pubblicamente per la prima volta al Museo Serralves di Porto, tra l'ottobre 2016 e il giugno 2017, attirando oltre 240 mila visitatori.

Il percorso espositivo copre un periodo di sei decenni, dal 1924 al 1981, evidenziando la rilevanza del rapporto tra mezzo e tecnica nella sua produzione. L’inventario dei supporti fisici utilizzati da Miró in settant’anni di attività artistica comprende materiali tradizionali, come tela (montata su telaio o meno, strappata, logorata o perforata), diversi tipi di carta da parati, pergamena, legno e cartone (ritagliato e ondulato), ma anche vetro, carta vetrata, iuta, sughero, pelle di pecora, fibrocemento, ottone, truciolato, Celotex, rame, foglio di alluminio e carta catramata. I materiali – che instaurano sempre un equilibrio delicato con il supporto – includono olio, colori acrilici, gessi, pastelli, matite Conté, grafite, tempera all’uovo, gouache, acquerello, vernice a smalto, inchiostro di china, collage, stencil e dacalcomanie. Applicati in maniera innovativa su basi sia tradizionali che poco ortodosse: gesso, caseina e catrame, talvolta combinati con una eclettica gamma di oggetti comuni e materiali quotidiani, come linoleum, corda e filo.

Joan Miró, Apparitions, 30 agosto 1935, gouache e inchiostro di china su carta, 30,5x37cm; Filipe Braga, © Fundação de Serralves, Porto; © Successió Miró by SIAE 2018
Joan Miró, Apparitions, 30 agosto 1935, gouache e inchiostro di china su carta, 30,5x37cm; Filipe Braga, © Fundação de Serralves, Porto; © Successió Miró by SIAE 2018


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