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24/10/2014

Nei “tappeti di guerra” i nodi della memoria

In mostra nella Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, nell’ambito del programma espositivo del Mart dedicato al centenario del primo conflitto mondiale, una collezione di manufatti afgani a tema bellico realizzati dopo il 1979: strumenti di narrazione, celebrazione, propaganda, resistenza

Nella Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto è allestita dall’11 ottobre al 20 settembre 2015 la mostra “Calpestare la guerra” a cura di Nicoletta Boschiero ed Edoardo Marino, realizzata dal Mart – Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, in collaborazione con la onlus CooperAction, nell’ambito del programma espositivo dedicato al centenario della Prima Guerra Mondiale. Viene presentata una delle maggiori collezioni d’Europa di tappeti di guerra: cinquanta esemplari provenienti dall’Afghanistan, prodotti a partire dal 1979, dopo l’invasione sovietica.

Realizzati dagli artigiani per uso domestico, i tappeti rappresentano la memoria collettiva e la cultura dei diversi gruppi etnici del paese. Nel tempo sono stati strumenti di propaganda, di celebrazione, di resistenza e di narrazione di tragici scenari quotidiani.

Da un punto di vista stilistico documentano l’incontro tra antiche tradizioni e nuovi simboli; colori, segni e folclori diversi si mescolano, in alcuni casi in vere e proprie opere d’arte concettuale. Scene di violenza convivono con motivi ornamentali; alle iconografie tradizionali se ne aggiungono di nuove che inneggiano alla jihad.

Negli ultimi anni quella dei tappeti è diventata la produzione artistica afgana più significativa, spesso anche pregiata. Questi manufatti hanno superato i confini del paese, collezionati o venduti dagli occupanti, prima sovietici poi statunitensi. Sono diventati oggetti di studio e opere da esposizione, recentemente ad esempio al Museum of Art di Philadelphia. Uno dei collezionisti più appassionati è Edoardo Marino, uno dei curatori della mostra e autore di Guerre a tappeto. Storia dell’Afghanistan nelle trame dei tappeti di guerra.

Alla mostra è associata una campagna per la pace e i diritti umani promossa da CooperAction, che sostiene un orfanotrofio afgano nel quale vengono accolti ed educati bambini sfruttati nel lavoro minorile, anche per la produzione di tappeti. L’associazione insieme ai tappeti di guerra espone i “fazzoletti della pace”, realizzati da donne e bambini, che rappresentano scene di guerra ma anche immagini poetiche e di vita quotidiana.

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