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26/2/2013

Paola De Pietri, sulle montagne della Grande Guerra

La fotografa ha documentato le esili tracce del primo conflitto mondiale sul paesaggio al confine tra Italia e Austria. Una parte del progetto è in mostra alla Triennale di Milano

A un secolo dalla Prima Guerra Mondiale la fotografa Paola De Pietri è tornata sui luoghi dei bombardamenti e delle trincee, lungo il fronte italo-austriaco, per documentare l’evoluzione del paesaggio. Ne è nata, tra il 2009 e il 2011, la serie To face, una selezione della quale viene presentata alla Triennale di Milano dal 2 marzo al 1° aprile.
 
Sulle montagne dove si combatteva, ora è tornata sovrana la natura: i residui lasciati dal conflitto, come la traccia di una trincea, sono deboli indizi. L’artista reggiana (1960) è andata alla ricerca di ciò che non c’è più. La sua è una fotografia dell’assenza, del pensiero, della memoria, della ricerca di qualcosa che va oltre la fisicità dei luoghi.
 
La rappresentazione del paesaggio montano, nella sua normalità e quotidianità, non ha nulla degli stereotipi turistici: le immagini, dai toni smorzati, non puntano sulla meraviglia e sulla spettacolarità.
Il progetto To face ha vinto il prestigioso Renger Patzsch Award, istituito dal Folkwang Museum di Essen e sostenuto dalla Dietrich Oppenberg Stiftung, ed è pubblicato nella sua interezza in un volume edito dall’editore tedesco Steidl. L’artista, il cui lavoro si concentra sull’idea di territorio, è apprezzata in Italia e all’estero e ha esposto in importanti sedi; sue opere sono state acquisite da prestigiose collezioni pubbliche e private.
Paola De Pietri, dalla serie To Face
Paola De Pietri, dalla serie To Face

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