Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Ricerca per: IndiceArticoliOpac SBNEuropeana

Pagina dei contenuti


sei in: Home » Philip Guston, ispirazioni poetiche
Esplora

Regioni

mappa regioni italiane Lombardia Valle D'Aosta Liguria Toscana Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Umbria Emilia Romagna Veneto Friuli Venezia Giulia Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Basilicata Molise Piemonte

scegli la regione


Seguici su:




linkedin





slideshare



 

Evento

18/5/2017

Philip Guston, ispirazioni poetiche

A Venezia una mostra che mette in relazione l’opera del grande artista statunitense con quelle di cinque tra i massimi poeti del Novecento

Philip Guston, The Studio, 1969, olio su tela, 121,9x106,7cm; © The Estate of Philip Guston; collezione privata; foto: Genevieve Hanson
Philip Guston, The Studio, 1969, olio su tela, 121,9x106,7cm; © The Estate of Philip Guston; collezione privata; foto: Genevieve Hanson

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano dal 10 maggio al 3 settembre la mostra “Philip Guston and The Poets”, evento collaterale della 57ª Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale, organizzato in collaborazione con l’Estate of Philip Guston. La rassegna, curata da curata da Kosme de Barañano, indaga attraverso una lettura critico-letteraria l’opera del grande pittore statunitense di origine russa (1913-1980), nato in Canada, a Montreal, da una famiglia ebrea in fuga dai pogrom, e poi stabilitosi a Los Angeles e quindi a New York.

Il percorso espositivo è strutturato in nuclei tematici di opere messe in relazione con scritti e poesie di cinque poeti fondamentali del Novecento: D.H Lawrence (in particolare per il saggio Making Pictures del 1929); W.B. Yeats (soprattutto per il poema il poema Byzantium del 1930), Wallace Stevens, Eugenio Montale e T. S. Eliot.

Complessivamente sono esposti 50 dipinti e 25 disegni datati dal 1930 al 1980, rappresentativi dell’intera parabola creativa: dalla figurazione narrativa degli esordi, come pittore di murales, alle sperimentazioni allegoriche dei successivi dipinti a cavalletto; dalla virata verso l’astrazione negli anni Cinquanta al suo abbandono, verso il 1967, per un nuovo personale figurativismo, inizialmente incompreso, in cui maturarono alcuni dei suoi capolavori.

L’allestimento mette in evidenza l’influenza della pittura italiana sull’autore. Guston visitò l'Italia più volte: la prima nel 1948, dopo aver ricevuto il Prix de Rome; nel 1960, quando espose alla Biennale; nel 1970 per una residenza d’artista a Roma. Il suo lavoro rivela un notevole debito verso alcuni grandi maestri italiani: Masaccio, Piero della Francesca, Giotto, Tiepolo, e Giorgio De Chirico.




Collegamenti

In rete

iconaInserisci un nuovo commento




captcha