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Evento

18/4/2017

Piero Gilardi, l’arte da vivere

Le opere abitabili, i Tappeti-natura, l’impegno politico: cinquant’anni di attività in mostra a Roma, al Maxxi

Piero Gilardi, Angurie, 1967
Piero Gilardi, Angurie, 1967

La mostra “Nature Forever”, allestita al Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma dal 13 aprile al 15 ottobre, racconta cinquant’anni di attività artistica, creativa e politica di Piero Gilardi: un’identificazione tra arte e vita nel segno della militanza ecologista.

L’esposizione, curata da Hou Hanru, Bartolomeo Pietromarchi e Marco Scotini, accoglie più di sessanta opere, alcune non esposte da anni o ricostruite per l’occasione – dai Tappeti-natura alle installazioni interattive ai lavori per il Parco d’Arte Vivente di Torino – affiancate da materiali d’archivio. La complessa relazione tra uomo e natura è l’oggetto della ricerca di Gilardi e del percorso espositivo, che indaga l’era del consumismo e l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’itinerario si articola in quattro sezioni.

Si comincia con “L ’arte abitabile”, dedicata alla produzione degli anni Sessanta: si ammirano una delle prime opere, la Macchina per discorrere del 1963; l’Igloo del 1964 e la Terrazza del 1966; i Tappeti-natura che hanno reso celebre l’autore, sculture in poliuretano espanso, rappresentazioni iperrealistiche ma artificiali di scene naturali, e alcuni Vestiti-natura creati per performance.

A seguire le “Animazioni politiche”, alcune delle quali presentate per la prima volta: si tratta di opere “utili” in ambito politico e sociale, che Gilardi mise al servizio del suo impegno nei manicomi, nelle fabbriche, nei quartieri popolari e della collaborazione col movimento studentesco. Tra gli esempi Andreotti volante (1977) o la Maschera di Agnelli (1977), utilizzati in manifestazioni degli anni Settanta, e il Masso della crisi (2012), oggetto gonfiabile creato per un corteo del 1º maggio.

La sezione successiva, “New media art”, documenta le sperimentazioni, iniziate dagli anni Ottanta, delle tecnologie multimediali e interattive: con un soffio si aziona l’installazione Inverosimile (1989), ci si siede sul tronco Aigues Tortes (2007) per ascoltare i suoni del parco naturale spagnolo da cui prende il nome, si entra nella caverna Ipogea (2010). Viene ricostruito, inoltre, il contesto del Pav, il Parco Arte Vivente.

La quarta e ultima sezione, “Il teorico e l’attivatore”, racconta Gilardi curatore e critico, a lungo collaboratore delle riviste «Flashart» (Italia), «Arts Magazine» (Stati Uniti), «Konstrevye» (Svezia), «Robho» (Francia) e anima di storiche mostre.




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