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Evento

25/10/2017

Soffici e Rosai, un dialogo a "colpi di realtà"

A Poggio a Caiano una mostra che mette a confronto i linguaggi figurativi dei due artisti e offre uno spaccato dell'Italia dagli anni Dieci del Novecento al secondo dopoguerra

Ardengo Soffici e Ottone Rosai, 1922
Ardengo Soffici e Ottone Rosai, 1922

È in corso al Museo Soffici e del ’900 italiano presso le Scuderie medicee di Poggio a Caiano (Prato), dal 7 ottobre al 7 gennaio 2018, la mostra “Soffici e Rosai. Realismo sintetico e colpi di realtà”, un’esposizione a cura di Luigi Cavallo e Giovanni Faccenda promossa dal Comune con il patrocinio della Regione Toscana.

Oltre cinquanta opere, fra dipinti e disegni dagli anni Dieci al secondo dopoguerra, oltre a lettere originali, fotografie d’epoca, pennelli, tavolozze e prime edizioni di libri, sono il corpus di un allestimento che affianca due fra i più grandi artisti del Novecento.

Con Ardengo Soffici e Ottone Rosai siamo nel cuore pulsante del Ventesimo secolo, epoca di eventi tragici e drammatici cambiamenti nella quale i due artisti, ciascuno a suo modo, influirono sul percorso culturale del paese con un forte impulso di idee e di stile. La mostra evidenzia in un ideale confronto di linguaggi figurativi ciò che fra i due vi era di intesa autentica ma anche le differenti motivazioni culturali ed etiche: meditate e sintetiche le illuminazioni realistiche di Soffici; drammatica e aspra, con fiammate di poesia, la realtà di Rosai.

Legati da un’intensa amicizia, condivisa per oltre 18 anni, dei due artisti lungo il percorso espositivo si notano le sostanziali sintonie sul paesaggio toscano ma anche il diverso approccio alla figura umana e alle nature morte, con Soffici attento ai campioni semplici dell’arte popolare e primitiva che non forza forma e colore mentre Rosai, cresciuto “diladdarno” a Firenze è attratto prevalentemente dalla vicinanza con i ceti più poveri e modesti degli artigiani, dei venditori ambulanti e dei carrettieri maggiormente portato a evidenziare colore e segno.

In mostra le vignette di Soffici del periodo parigino, 1901-1905, e studi preparatori per quadri eseguiti nel 1907, nel 1911, due composizioni cubofuturiste e carte che spiegano la qualificazione, la maturazione formale della figura e del paesaggio.

Una esposizione d’arte che accende anche un fascio di luce sul lavoro letterario dei due autori con la presenza nelle vetrine delle riviste «La Voce», «Lacerba», «Il Centone», «L'Universale», «Il Bargello», «Il Selvaggio» e «L'Italiano», il complesso significativo dei fogli d’avanguardia, di polemica, di costume cui i due artisti collaborarono.




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