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Evento

15/2/2012

Sulla Via della Seta alla scoperta dell'Azerbaigian

A Roma una mostra di archeologia, arti e tradizioni del paese transcaucasico: pietre incise, tappeti, gioielli e altri reperti raccontano la storia di un territorio all’incrocio tra culture, commerci e flussi migratori

Azerbaigian, la Terra di Fuochi sulla Via della Seta
Azerbaigian, la Terra di Fuochi sulla Via della Seta

 Le Vie della Seta, la Biennale Internazionale di Cultura in corso a Roma dedicata ai paesi del Medio ed Estremo Oriente e al dialogo tra civiltà e religioni, fa tappa in Azerbaigian. Dal 14 febbraio al 4 marzo il programma della manifestazione prevede, infatti, la mostra di archeologia, arti e tradizioni "Azerbaigian - La Terra di Fuochi sulla Via della Seta", allestita al Museo della Civiltà Romana
 
L'itinerario espositivo attraversa tutto il territorio del paese ripercorrendo le rotte carovaniere che da Baku si diramavano a Gobustan, Shamakhi, Gabala, Shaki, Barda, Karabakh e Ordubad. Si tratta di importanti centri culturali, scientifici e formativi, nei quali nacquero e si svilupparono ad alti livelli la tessitura dei tappeti e della seta, il ricamo artistico, la lavorazione dei metalli e l’arte dei gioielli, l’estrazione del sale e la coltivazione del cotone, la preparazione delle tinture naturali e la fabbricazione delle armi, la selleria e l’edilizia. Dall’antico Azerbaigian uscivano tappeti, seta grezza e tessuta, cotone, frutta secca, sale, zafferano, tinture naturali, ceramica policroma, allume, armi, pietre preziose e gioielli, utensili di legno.
 
Il padiglione romano voluto dalla Repubblica dell'Azerbaigian riunisce una raccolta composita di oggetti rappresentativi della storia del paese. Tra i reperti archeologici si possono ammirare antichissimi sassi, risalenti a più di 20 mila anni, esempi di arte rupestre. Tra gli oltre sessanta oggetti esposti si segnala, in particolare, una pietra dipinta con figure umane risalente al 3000 avanti Cristo.
 
Per raccontare l'Azerbaigian del periodo delle esplorazioni di Marco Polo non possono mancare i tappeti, preziosissimi, esposti accanto ad altri tessuti di incredibile bellezza, ai celebri foulard-kyalagai di seta, a manufatti in rame, gioielli e strumenti musicali. Tutto l'insieme evidenzia la varietà dei legami culturali, storici ed economici di un territorio che fin dall’antichità è stato crocevia di commerci, culture e flussi migratori.
 
L’esposizione è realizzata grazie alla sinergia tra il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Roma Capitale; i servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura. 



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