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Evento

12/6/2018

Théodore Strawinsky, dalla realtà alla trasfigurazione poetica

A Domodossola, a Casa De Rodis, una mostra dedicata al pittore: il percorso espositivo dà conto dei temi e delle tappe principali della sua produzione e ricostruisce il suo approccio creativo

Théodore Strawinsky, La femme assise
Théodore Strawinsky, La femme assise

Casa De Rodis a Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola), sede espositiva della Collezione Poscio, celebra con una grande mostra, a più di 40 anni dall’ultima esposizione in Italia, il pittore Theodore Strawinsky, figlio del celebre compositore Igor. Dal 27 maggio al 27 ottobre l’ampia antologica "Théodore Strawinsky. La trasfigurazione poetica", realizzata in collaborazione con la Fondazione Theodore Strawinsky, ripercorre le tappe della lunga carriera dell’artista, contestualizzando le varie fasi del suo stile ed esplorandone il processo creativo.

«Il dato oggettivo (un determinato oggetto, personaggio, paesaggio, scena), che sia frutto dell'immaginazione o tratto dalla realtà, per me trova il suo vero significato soltanto nella trasposizione poetico-plastica che ai miei occhi costituisce l'essenza stessa della pittura. È dunque, di fatto, una sorta di trasfigurazione»: su questa riflessione dell'autore si fonda e si sviluppa l'esposizione, che si concentra sui quattro temi essenziali della sua opera: il paesaggio, la natura morta, il ritratto e il nudo; una piccola sezione inoltre è dedicata ai lavori preparatori per il santuario di Getsemani a Casale Corte Cerro, in provincia di Verbania.

Nato il Russia nel 1907, Théodore ben presto abbandona il paese natale per seguire, con tutta la famiglia, il padre e fin dalla giovane età capisce che vuole dedicarsi alla pittura. La Svizzera prima e la Francia poi gli permettono di venire a stretto contatto con le personalità artistiche più influenti dell’epoca: Picasso, che conosce e guarda da lontano; Georges Braqueche, che considera il suo maestro; André Derain, che lo avvicina ai rudimenti del mestiere, e più tardi il cubista André Lhote, di cui frequenta l’Accademia tra il 1930 e il 1931. Nonostante queste illustri frequentazioni e l’influenza durevole del cubismo, l’astrazione non convince Théodore, che coltiverà per tutta la vita un approccio figurativo e allo stesso tempo poetico della realtà. Elementi fondamentali sono le forme e i colori che cattura prima con il disegno immediato e spontaneo e che trasferisce poi nella pittura, meticolosa e perfezionista.

I paesaggi sono una componente importante nell’opera di Strawinsky e seguono i traslochi della famiglia, e poi di Théodore e sua moglie, raccontando anche i viaggi in Italia. Nelle nature morte il suo sguardo di acuto osservatore s’ispira spesso agli oggetti del quotidiano che lo circondano. Nei ritratti, come nelle nature morte, è possibile seguire i tratti caratteristici tipici della composizione dell’artista; allo stesso tempo hanno un valore documentario. l nudi conciliano composizione cubista e tradizione figurativa classica, sintetizzandole in un'interpretazione unica e originale.

Una piccola sezione in mostra è dedicata al santuario di Getsemani a Casale Corte Cerro, non molto distante da Domodossola, esponendo i disegni preparatori realizzati da Strawinsky per affrescare i 170 metri quadrati del muro esterno della chiesa con le storie della salvezza, dell’Annunciazione e della Pentecoste. Gli studi e la preparazione per la decorazione lo impegnarono per più di due anni, ma la realizzazione fu rapida e dal giugno al dicembre del 1972 portò a termine l’opera che ancora oggi si può ammirare a Casale Corte Cerro.

La rassegna è anche l’occasione per scoprire Casa De Rodis, palazzetto di origine medioevale in Piazza Mercato, un tempo dimora della famiglia De Rodis, di antica nobiltà antigoriana, oggetto di un’attenta ristrutturazione, voluta fortemente da Alessandro Poscio. Dal 2014 questo spazio è aperto al pubblico con l’obiettivo di esporre la collezione Poscio, ma soprattutto di farla dialogare con altri artisti e collezionisti in occasione di mostre temporanee, in un rapporto di integrazione con il territorio e insieme di apertura a esperienze artistiche più ampie.

Lo storico edificio è stato ripensato in chiave moderna recuperando gli elementi architettonici significativi del passato: manufatti in pietra, archi e cornici tardo medievali, soffitti a cassettoni, balconi in ferro battuto, in un’integrazione con la piazza del borgo storico cittadino.

Il catalogo è pubblicato da Sagep Editori.





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