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Evento

8/5/2017

Tutti i voli dell’Aeropittura

Una mostra a Padova evidenzia le diverse possibilità tecniche ed espressive sperimentate dagli artisti futuristi sostenitori delle teorie del Manifesto del 1929

Italo Fasulo (Fasullo), Mitragliamento aereo, 1942, olio su tela, 110x130cm; collezione privata, Monselice
Italo Fasulo (Fasullo), Mitragliamento aereo, 1942, olio su tela, 110x130cm; collezione privata, Monselice

A Padova, nei Musei Civici agli Eremitani, è allestita dal 5 maggio al 30 luglio la mostra “Aeropittura. La seduzione del volo”, promossa dal Comune con il contributo della Fondazione Antonveneta e curata da Claudio Rebeschini con la direzione scientifica di Davide Banzato; il catalogo è pubblicato da Skira.

L’esposizione presenta circa 60 opere, tra dipinti e disegni, provenienti da collezioni private, in un percorso che ricostruisce in maniera organica lo sforzo dei futuristi per mettere a punto le teorie del Manifesto dell’Aeropittura del 1929, che con la sua innovativa interpretazione e visione del mondo-cosmo segnò una cesura tra il primo e il secondo Futurismo: al di là della rappresentazione della macchina-aereo e del paesaggio dall’alto, al di là dell’ideologia e della retorica, il tema aviatorio esprimeva l’urgenza di una nuova dimensione spirituale ed estetica e permetteva un salto di qualità; per usare le parole del fondatore del movimento, Filippo Tommaso Marinetti, si trattava di «aerare la fantasia, per superare il quotidianissimo trito e ritrito».

La rassegna evidenzia le inedite possibilità tecniche ed espressive aperte dall’aeropittura, dal ribaltamento delle prospettive consuete alla frantumazione dei piani, e la varietà degli esiti. Nell’itinerario espositivo si affiancano, dunque, secondo le differenziazioni indicate dalla stesso Marinetti in occasione della Quadriennale del 1939, a chiarimento del Manifesto, il «verismo sintetico-documentario visto dall’alto» di Guglielmo Sansoni (Tato), Alfredo Gauro Ambrosi, Italo Fasulo e Giulio D’Anna; l’aeropittura «trasfiguratrice, lirica e spaziale» di Vladimiro Tulli, Osvaldo Peruzzi e soprattutto Angelo Caviglioni; quella «essenziale mistica, ascensionale e simbolica» di Bruno Munari, Domenico Belli e Nello Voltolina (Novo); infine, quella «essenziale, stratosferica, cosmica e biochimica» di Tullio Crali ed Ernesto Michaelles (Thayaht).




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