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Evento

3/11/2014

“Afterimage”, la narrazione visiva della guerra

Una mostra alla Galleria Civica di Trento, organizzata dal Mart per il centenario del primo conflitto mondiale, analizza il ruolo delle immagini nella costruzione collettiva della realtà

Martha Rosler, Point and Shoot, 2008
Martha Rosler, Point and Shoot, 2008

La mostra “Afterimage. Rappresentazioni del conflitto”, allestita nella Galleria Civica di Trento dal 25 ottobre al 1º febbraio 2015 a cura di Valeria Mancinelli, Chiara Nuzzi, Stefania Rispoli, propone una riflessione sulla relazione esistente tra immagini e guerra nell’epoca contemporanea. Il progetto espositivo, vincitore del bando per curatori under 35 “CXC Call for Curators”, si inserisce nel programma del Mart – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto dedicato al centenario della Prima Guerra Mondiale.

“Afterimage” è il termine inglese, tradotto in italiano con “immagine postuma” o “immagine fantasma”, che descrive quell’illusione ottica per cui un’immagine continua a rimanere impressa nella mente anche dopo che la visione è cessata. L’esposizione è incentrata, dunque, sulle potenza e persistenza delle immagini nella costruzione collettiva della realtà, tanto nella formazione delle idee individuali quanto di quelle sociali.

Il percorso di visita, comprendente video, fotografie e installazioni, parte dalle fotografie di Robert Capa, considerato il padre del fotogiornalismo, per arrivare al fenoneno della diffusione in tempo reale, grazie alle tecnologie digitali, degli scatti amatoriali.

Sono presenti opere di artisti italiani e stranieri, affermati ed emergenti, lontani per età, provenienza culturale e geografica, lungo un arco temporale che va dagli anni Cinquanta a oggi. Tra gli artisti nazionali e internazionali selezionati, Cindy Sherman, Harun Farocki, Eyal Sivan, Hito Steyerl, Stefano Cagol, Massimo Grimaldi, Bisan Abu-Eisheh, Adelita Husni-Bey, Leone Contini, Camilla De Maffei e Francesco Mattuzzi.

L’itinerario documenta come, a partire dal secolo scorso, il teatro del conflitto si allarga con la comunicazione alle masse, una rivoluzione epocale nella storia della guerra. In questa comunicazione la narrazione visiva gioca un ruolo rilevante, se non preponderante, e influenza l’opinione pubblica, il consenso o il dissenso.




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