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31/5/2017

"Amori divini", seduzione e trasformazione nel mito greco

In mostra al Museo Archeologico di Napoli ottanta opere a tema mitologico provenienti dai siti vesuviani e, più in generale, dalla Magna Grecia; filo conduttore la metamorfosi

Apre i battenti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann), dal 7 giugno al 14 ottobre, la mostra “Amori divini”, a cura di Anna Anguissola e Carmela Capaldi, con Luigi Gallo e Valeria Sampaolo, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con l’organizzazione di Electa.

L’esposizione propone un percorso nel mito greco e nella sua fortuna attraverso storie che hanno due ingredienti narrativi comuni, la seduzione e la trasformazione. Traendo ispirazione dal vasto repertorio pompeiano, la mostra racconta i miti amorosi in cui, almeno uno dei protagonisti, uomo o dio, muta forma trasformandosi in animale, in pianta, in un oggetto o in fenomeno atmosferico. A partire dalla letteratura e dall’arte greca, attraverso il poema delle “forme in mutamento” di Ovidio, fino alle più contemporanee interpretazioni della psicologia, i miti di Danae, Leda, Dafne, Narciso, fino al racconto di Ermafrodito, sono parte dell’immaginario collettivo.

Il percorso espositivo indaga i meccanismi di trasmissione e ricezione del mito greco attraverso i secoli presentando oltre ottanta opere, provenienti dai siti vesuviani e, più in generale, dalla Magna Grecia, e da alcuni musei italiani e stranieri, tra cui l’Ermitage di San Pietroburgo, il Musée du Louvre di Parigi, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Accanto ai vari manufatti antichi di soggetto mitologico, per ciascun mito viene proposto un confronto con una selezione di opere di periodi più recenti; infatti, oltre venti opere illustrano i momenti fondamentali della ricezione moderna del mito e ne mettono in luce evoluzioni, modifiche e ampliamenti. Artisti come Baccio Bandinelli, Bartolomeo Ammannati, Nicolas Poussin, Giambattista Tiepolo permettono non solo di seguire la fortuna del mito greco fino ad epoche a noi più vicine, ma anche di comprendere il ruolo che, in questa tradizione, giocano le fonti letterarie e iconografiche antiche.

La mostra al Mann è la seconda tappa di un programma espositivo dedicato ai rapporti e agli scambi tra Pompei, il mondo romano e il Mediterraneo greco, realizzato congiuntamente con il Parco Archeologico di Pompei.

Anton Domenico Gabbiani, Ratto di Ganimede, 1700, olio su tela; Firenze, Gallerie degli Uffizi
Anton Domenico Gabbiani, Ratto di Ganimede, 1700, olio su tela; Firenze, Gallerie degli Uffizi


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