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14/12/2018

“Annibale. Un mito mediterraneo”, il condottiero torna in Italia dopo duemila anni

Una mostra ripercorre l’epopea dell'eroe cartaginese attraverso reperti storici ma anche teche olografiche, videoinstallazioni, videowall e proiezioni, ricostruendo la sua avventura e il contesto storico dell'epoca, tra Roma, Cartagine e il Mediterraneo. Una particolare attenzione è riservata alla centralità strategica della Piacenza romana

Dal 16 dicembre al 17 marzo 2019 apre i battenti aL Palazzo Farnese di Piacenza l’esposizione “Annibale. Un mito mediterraneo”, curata da Giovanni Brizzi, un viaggio nella storia del Mediterraneo all’epoca delle Guerre Puniche, attraverso la vicenda dell’uomo che osò sfidare Roma. La rassegna, valorizzata da una declinazione creativa del progetto ideata da Twoshot e da Gli Orsi Studio di Milano, è promossa dalla Fondazione Piacenza e Vigevano, dal Comune di Piacenza, dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio e dai Musei di Palazzo Farnese, e con il patrocinio del Mibac.

La mostra è un percorso immersivo che si snoda tra i sotterranei della storica residenza ducale piacentina, recentemente restaurati, dove la tecnologia incontra il rigore della ricerca storica. Un itinerario tra reperti storici e artistici provenienti da istituzioni culturali italiane e internazionali e oggetti perduti, che rivivono attraverso teche olografiche, oltre a videoinstallazioni, videowall e proiezioni, che ricostruiscono l’avventura di Annibale e il contesto storico dell'epoca, tra Roma, Cartagine e il Mediterraneo intero. Una particolare attenzione è riservata alla centralità strategica della Piacenza romana.

Dichiara Massimo Toscani, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano «"Annibale. Un mito mediterraneo" è sì una mostra; in esposizione ci saranno infatti, importanti reperti storici, ma è anche un’iniziativa sorprendente che immerge, fisicamente, il visitatore all’interno di un contesto storico ricostruito attraverso le più innovative tecnologie». E aggiunge il curatore: «La mostra ha due cuori e due linee direttive da un lato Annibale, un personaggio che viene visto come maieuta, colui che muterà per sempre natura e destini, non solo di Roma e dell'Italia, ma dell'intero Mediterraneo. Dall'altro, la città di Piacenza, balcone privilegiato da cui si osserva questo passaggio e nucleo tematico che riguarda anche e soprattutto l'Italia romana. Nel 218 la città è la porta sulla piana del fiume Po che deve esser conquistata e trasformata, ma in seguito alle mutate condizioni del Mediterraneo, alla fine della guerra annibalica, Placentia diventerà il punto terminale a settentrione della res publica romana segnando il confine di quella che all'epoca era l'Italia».

Il percorso espositivo, strutturato in sezioni, si apre con la definizione del contesto storico: due diverse linee del tempo ricostruiscono cronologicamente gli eventi geopolitici dell’epoca e quelli chiave della vita e delle imprese di Annibale, il cui volto è ritratto sulla moneta proveniente dalla Bibliothèque Nationale de France. Attraverso apparati multimediali, la figura di Annibale incrocia quella di due grandi icone classiche come Alessandro Magno ed Eracle, di cui è esposta la copia in bronzo dell'Eracle Epitrapezios, proveniente dal Museo Archeologico di Napoli. La mostra offre poi un approfondimento storico sugli aspetti strategici, militari e politici della seconda guerra punica, con suggestive rappresentazioni che vedono schierati Romani e Cartaginesi nelle principali battaglie del conflitto, a cui si aggiunge una sala interamente dedicata all’importanza strategica di Piacenza e della via Emilia, limes, sbarramento che chiude a nord l’Italia romana.

Un destino segnato fin dall'infanzia quello di Annibale, che ancora bambino pronuncia la sua promessa d'odio verso Roma, documentata dallo storico greco Polibio; in mostra si rilegge il contesto familiare in cui è cresciuto, dal padre Amilcare, ai fratelli, al cognato Asdrubale, la formazione culturale greca e punica del giovane, il suo addestramento militare e la sua ascesa come condottiero: il bozzetto preparatorio di Francisco Goya, Annibale vincitore che rimira per la prima volta dalle Alpi l'Italia, proveniente dal Museo del Prado di Madrid è uno dei contributi alla ricostruzione del mito del condottiero cartaginese.

È prevista una serie di eventi collaterali: pubblicazioni, incontri, conferenze, convegni storici e divulgativi all'Auditorium della Fondazione Piacenza e Vigevano, oltre a un cartellone di iniziative teatrali e musicali, visite guidate in provincia di Piacenza nelle località legate alle gesta di Annibale e allo scontro con Roma e a una proposta didattica indirizzata alle scuole di primo e secondo grado del territorio.

Benedict Masson, Annibale sulle Alpi, 1881, olio su tela; Musée des Beaux Arts, Chambéry
Benedict Masson, Annibale sulle Alpi, 1881, olio su tela; Musée des Beaux Arts, Chambéry


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