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6/3/2018

"Artista di sentimento", Giuseppe Mentessi dalla realtà al simbolo

A Ferrara, a Palazzo Diamanti, una mostra dedicata al pittore ferrarese, attivo tra Ottocento e Novecento, nel momento di passaggio dal verismo al simbolismo

“Giuseppe Mentessi (1857-1931). Artista di sentimento” è la mostra proposta dal 10 marzo al 10 giugno dalla Pinacoteca Nazionale - Palazzo dei Diamanti di Ferrara. L’esposizione – curata da Marcello Toffanello, organizzata dalle Gallerie Estensi – affronta il tema dell’espressione dei sentimenti in pittura, attraverso dipinti e disegni di un artista italiano fra Ottocento e Novecento, nel momento di passaggio dal verismo al simbolismo.

L’iniziativa presenta una selezione di opere di Giuseppe Mentessi provenienti dalla collezione di AssiCoop, oltre a una scelta di disegni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara. Il suo percorso artistico e la sua adesione alle tematiche sociali è riassunto da tre dipinti significativiVisione triste, Ora triste e Ramingo – e dai loro bozzetti e disegni preparatori, per seguire il processo creativo, dall’invenzione del soggetto alla sua trasposizione su tela.

Esemplare in tal senso è il dipinto Visione triste, proveniente dalla Galleria Ca’ Pesaro di Venezia, proposto accanto al bozzetto inedito a pastello, a grandezza naturale, e di una selezione significativa della lunga serie di disegni eseguiti dall’artista nella preparazione dell’opera. La grande tempera a tecnica mista, segna il passaggio di Mentessi da una rappresentazione naturalistica della realtà alla sua trasfigurazione in termini simbolici. Concepito inizialmente come opera di denuncia della condizione contadina nella Pianura Padana, resa tragica dalla diffusione della pellagra, nel corso della sua elaborazione il dipinto assume la forma di un’allegoria religiosa, un calvario contadino. Il grande bozzetto che in quest’occasione si presenta per la prima volta al pubblico rappresenta l’anello di congiunzione fra gli studi condotti a matita dal vero sui modelli e la loro trasposizione in pittura secondo una personale interpretazione del divisionismo che porta l’artista ferrarese a stendere il colore in lunghi filamenti.

Vent’anni più tardi, mutato ormai il clima artistico, Ramingo, conservato al Museo d’Arte della Svizzera Italiana di Lugano (Masi), chiude la fase più felice e innovativa dell’opera di Mentessi. Il confronto con il bozzetto proveniente dalle collezioni ferraresi della Banca Popolare dell’Emilia Romagna rivela come, anche in questo caso, il dialogo silenzioso fra il povero pellegrino e il Cristo sofferente sia frutto di un ripensamento in chiave simbolista e religiosa di una prima idea per l’opera, raffigurante una madre col bambino. I disegni per le due figure principali del dipinto, gli studi per lo sfondo architettonico – paragonabile a una quinta scenografica barocca – e le incisioni con cui l’artista rielabora alcune delle sue opere più celebri, rivelano il saldo possesso degli “strumenti del mestiere”, frutto di una solida formazione accademica e di decenni di insegnamento dei fondamenti del disegno, della prospettiva e del paesaggio.

La mostra si chiude con una selezione di disegni provenienti dal ricco fondo di opere grafiche di Mentessi che permette uno sguardo nel laboratorio dell’artista: dalle prime idee abbozzate su fogli di fortuna a studi dettagliati pronti per essere riportati sulla tela. A questi si aggiungono i molti fogli di taccuino fitti di annotazioni, in cui sono acutamente colti scorci di paesaggio, testimonianze di una felice attività artistica quotidianamente praticata da Mentessi fin negli ultimi giorni di vita. Accompagna l’esposizione un catalogo con testi del curatore e di Michele Nani, disponibile in Pinacoteca.

Giuseppe Mentessi, bozzetto per "Visione triste", 1899 circa, carboncino, pastello e biacca su carta applicata a tela, 136,5x229,5cm; Modena, collezione Assicoop Modena-Ferrara
Giuseppe Mentessi, bozzetto per "Visione triste", 1899 circa, carboncino, pastello e biacca su carta applicata a tela, 136,5x229,5cm; Modena, collezione Assicoop Modena-Ferrara


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