Condividi
  • Facebook
  • Twitter
31/8/2018

“Camera Pop”, la fotografia diventa opera d’arte

Una mostra al Centro Italiano per la Fotografia di Torino ripercorre la storia della trasformazione artistica del documento fotografico attraverso 120 tra quadri, scatti, collage e grafiche di Warhol, Schifano e i principali esponenti del movimento "popular"

Dal 21 settembre al 13 gennaio 2019 la Camera - Centro Italiano per la Fotografia a Torino presenta la mostra “Camera Pop. La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano & Co” a cura di Walter Guadagnini, che – attraverso 120 opere tra quadri, fotografie, collages, grafiche – ripercorre la storia della trasformazione del documento, fotografico nello specifico, in opera d’arte, giunta al culmine negli anni Sessanta.

Basta pensare al più noto rappresentante di questa tendenza, Andy Warhol, le cui opere derivano, per la grande maggioranza dei casi, da fotografie – Marilyn, la serie delle Sedie elettriche, tutti i ritratti alle celebrità del tempo – e che ha realizzato migliaia di scatti, conferendo alla riproduzione meccanica della realtà un ruolo centrale nella definizione della sua poetica.

Ma si può anche ricordare come l’opera di Richard Hamilton Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing del 1956, che è in mostra, considerata come la prima opera compiutamente Pop della storia, sia un collage fotografico. Così come in Italia il più celebre rappresentante di questa tendenza, Mario Schifano, ha sempre operato attraverso e con la macchina fotografica. Allo stesso tempo, l’affermazione della cultura Pop ha liberato energie sorprendenti anche all’interno del mondo dei fotografi, che si sono misurati direttamente non solo con il panorama visivo contemporaneo, ma anche con le logiche della trasformazione del documento in opera d’arte.

Tra i protagonisti presenti in mostra, trovano posto gli americani Robert Rauschenberg, Jim Dine, Ed Ruscha, Joe Goode, Ray Johnson, Rosalyn Drexler; gli inglesi Peter Blake, Allen Jones, Joe Tilson, David Hockney, Gerald Laing, Derek Boshier; i tedeschi Sigmar Polke, Wolf Vostell; gli italiani Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Angeli, Umberto Bignardi, Gianni Bertini, Claudio Cintoli, Sebastiano Vassalli. Tra i fotografi, si sottolinea la presenza di Ugo Mulas – cui viene dedicata un’intera sala, dove vengono esposte le serie realizzate negli Stati Uniti e quella della Biennale di Venezia del 1964 – e di Tony Evans, fotografo dei protagonisti della Swinging London dei primissimi anni Sessanta. La rassegna si avvale di prestiti provenienti da istituzioni italiane e straniere, da collezioni e fondazioni private.

Andy Warhol, Marylin Monroe, 1967, porfolio di 10 serigrafie, edizioni da 250; collezione Lanfranchi, Celerina (CH); © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2018
Andy Warhol, Marylin Monroe, 1967, porfolio di 10 serigrafie, edizioni da 250; collezione Lanfranchi, Celerina (CH); © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2018

Metadati correlati

torna all'inizio del contenuto