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Evento

9/10/2017

"Canova, Hayez, Cicognara", il rilancio culturale della Serenissima

A Venezia, nelle Gallerie dell'Accademia, una mostra che rievoca una stagione particolare della storia artistica della città: la stagione iniziata col ritorno da Parigi dei Quattro cavalli di San Marco

Francesco Hayez, Rinaldo e Armida, 1812-1813, olio su tela; Venezia, Gallerie dell'Accademia; Archivio fotografico Gallerie dell'Accademia, su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Museo Nazionale Gallerie dell'Accademia di Venezia.
Francesco Hayez, Rinaldo e Armida, 1812-1813, olio su tela; Venezia, Gallerie dell'Accademia; Archivio fotografico Gallerie dell'Accademia, su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Museo Nazionale Gallerie dell'Accademia di Venezia.

Dal 29 settembre al 2 aprile 2018 le Gallerie dell’Accademia di Venezia presentano la mostra “Canova, Hayez, Cicognara. L’ultima gloria di Venezia” a cura di Fernando Mazzocca, Paola Marini e Roberto De Feo: nell’anno delle celebrazioni del bicentenario dell’apertura del museo, l’esposizione costituisce l’occasione per onorare un momento della storia artistica della Serenissima, rievocando quella stagione di rilancio culturale che si afferma nel 1815 con il ritorno da Parigi dei Quattro cavalli di San Marco, opera simbolo della città.

Il regista indiscusso di questa favorevole congiuntura fu il conte Leopoldo Cicognara, intellettuale e presidente dell’Accademia di Belle Arti, che insieme all’amico Antonio Canova, nume tutelare di questo progetto, e a Francesco Hayez, lavorò per dare vita a un museo di rilievo internazionale, capace di valorizzare lo straordinario patrimonio artistico della Serenissima, promuovendo allo stesso tempo l’arte contemporanea.

La mostra, con oltre 130 opere di rilievo, allestita negli spazi al pianterreno del museo mette in luce le figure dei protagonisti della vicenda che si propone di narrare e introduce alcuni dei temi più significativi che l’hanno caratterizzata: dal ritorno a Venezia delle opere d’arte asportate dai francesi, all’acquisizione della collezione di disegni del segretario dell’Accademia di Belle Arti di Milano Giuseppe Bossi; dalla ricostruzione dell’Omaggio delle Provincie Venete all’Austria, alla produzione degli artisti contemporanei, agli anni veneziani di George Byron, cruciali per lo sviluppo del Romanticismo.

Nel percorso, organizzato in dieci sezioni, spicca la riunione e il ritorno a Venezia dopo duecento anni, della serie di manufatti inviati nel 1818 alla corte di Vienna per il quarto matrimonio dell’imperatore Francesco I e noti come l’Omaggio delle Provincie Venete. Sono esposti la Musa Polimnia di Canova, dipinti, gruppi scultorei, due are e altrettanti grandi vasi di marmo, un tavolo realizzato in bronzo e legno con il piano ricoperto da pregiati vetri di Murano e preziose rilegature, opera dei migliori artisti e artigiani veneti del tempo, rappresentanti della più alta e unitaria produzione artistica del Neoclassicismo veneto; la mostra è accompagnata da un catalogo Marsilio - Electa.




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