Condividi
  • Facebook
  • Twitter
11/9/2018

“Che un vento di follia totale mi sollevi”, le icone di Licini

Alla Collezione Guggenheim di Venezia una mostra dedicata all’artista, a sessant’anni dalla morte: un percorso dalle opere figurative giovanili ai capolavori astratti della maturità

La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia propone dal 22 settembre al 14 gennaio 2019 la mostra di Osvaldo Licini “Che un vento di follia totale mi sollevi”, a cura di Luca Massimo Barbero. L’esposizione è allestita in occasione del sessantesimo anniversario del conferimento all’artista marchigiano (1894-1958) del Gran premio per la pittura da parte della XXIV Biennale di Venezia e della morte dell’autore.

Il percorso espositivo evidenzia l’originalità e la coerenza della vicenda artistica di Licini. L’itinerario si apre con le tele giovani, ispirate ai paesaggi della sua terra, le Marche, protagonisti della sua fase figurativa, negli anni Venti del Novecento.

A seguire un nucleo di opere che testimoniano la transizione dal realismo all’astrattismo, nei primi anni Trenta, e quelle ormai appartenenti alla stagione non figurativa, segnata in quel decennio dal legame con l’ambiente della galleria milanese “Il Milione”.

Cuore della rassegna è la parte dedicata ai capolavori della maturità, all’insegna di un’astrazione lirica e poetica: sono presenti tutti i soggetti più significativi, dall’Olandese volante, all’Amalassunta, all’Angelo ribelle. Le opere più iconiche sono quelle dell’Amalassunta, presentate alla Biennale di Venezia del 1950.

Osvaldo Licini, Amalasunta su fondo verde, 1949, olio su tela; collezione Gori, Fattoria di Celle, Pistoia; © Osvaldo Licini by SIAE 2018
Osvaldo Licini, Amalasunta su fondo verde, 1949, olio su tela; collezione Gori, Fattoria di Celle, Pistoia; © Osvaldo Licini by SIAE 2018

torna all'inizio del contenuto