Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Ricerca per: IndiceArticoliOpac SBNEuropeana

Pagina dei contenuti


sei in: Home » “Costantino 313 d.C.”, l’editto che cambiò l’impero
Esplora

Regioni

mappa regioni italiane Lombardia Valle D'Aosta Liguria Toscana Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Umbria Emilia Romagna Veneto Friuli Venezia Giulia Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Basilicata Molise Piemonte

scegli la regione


Seguici su:




linkedin





slideshare



 

Evento

25/10/2012

“Costantino 313 d.C.”, l’editto che cambiò l’impero

Un’esposizione a Milano, a Palazzo Reale, documenta l’epoca di innovazione politica e religiosa inaugurata dal “Rescritto di tolleranza”. In mostra 200 oggetti tra reperti archeologici e opere d’arte

Placca votiva con croce a bracci espansi fra due occhi, VI-VII secolo, incisione e lavorazione a sbalzo, Città del Vaticano, Fabbrica di San Pietro, copyright Fabbrica di San Pietro in Vaticano
Placca votiva con croce a bracci espansi fra due occhi, VI-VII secolo, incisione e lavorazione a sbalzo, Città del Vaticano, Fabbrica di San Pietro, copyright Fabbrica di San Pietro in Vaticano

“Costantino 313 d.C.” è la mostra, allestita a Milano, a Palazzo Reale dal 25 ottobre al 17 marzo 2013, che celebra l’anniversario della emanazione dell’Editto di Costantino nella città, risalente al 313 d.C. Progettato e ideato dal Museo Diocesano di Milano, il percorso espositivo è curato da Gemma Sena Chiesa e Paolo Biscottini. L’iniziativa è promossa e prodotta da Comune di Milano, dal Museo Diocesano e dalla casa editrice Electa, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, la Fondazione Aquileia, l’Arcidiocesi di Milano e l’Università degli Studi di Milano. La mostra è realizzata con il contributo del Gruppo bancario Credito Valtellinese e di Intesa Sanpaolo, di Poste Italiane e di Open Care - Servizi per l’arte. Media partner dell’iniziativa è il «Corriere della Sera». Dopo Milano, la mostra proseguirà a Roma dal 27 marzo al 15 settembre 2013 nelle sedi del Colosseo e della Curia Iulia, mentre le celebrazioni dell’Editto di Costantino si terranno anche ad Aquileia nel corso del 2013.
 
L’emanazione dell’Editto di Milano del 313 d.C. ad opera di Costantino, imperatore romano d’Occidente, e Licinio, imperatore d’Oriente, da una parte, secondo alcuni studiosi, si pone come il primo cenno di declino dell’impero romano e di inizio di una nuova era che conduce al Medioevo, da un’altra proietta quei secoli in una nuova era di tolleranza religiosa che produsse, in maniera sempre più evidente, una grande innovazione politica e religiosa. Quello che è stato classificato nella storia come l’inizio di un declino irreversibile, è stato riqualificato, grazie a studi storico-artistici ormai relativamente recenti, come un momento storico florido, in cui emerge una convivenza e relazione fra pensieri e forme provenienti da culture diverse e lontane fra loro. La cultura e l’arte figurativa che un tempo si celava nei meandri delle catacombe con Costantino diventa una forma di propaganda politica; la croce cristiana, nella sua forma sintetica del Krismon, formato dalle iniziali greche del nome di Cristo, fu utilizzata come simbolo di propaganda ufficiale del suo impero per ragioni di “opportunità politica”, molto meno che per credo religioso, ad emblema della battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C., momento in cui sconfisse Massenzio con cui si contendeva il titolo di Augusto.
 
Con oltre 200 oggetti di archeologia e arte, suddivisi in sei sezioni, il percorso procede dall’elezione di Milano a capitale imperiale alla conversione di Costantino e ai simboli del suo trionfo; le opere esposte in mostra rievocano il suo impero in ogni aspetto. L’itinerario si apre con la definizione e le trasformazioni di cui l’antica Mediolanum (Milano) fu protagonista a seguito dell’elezione a capitale d’Occidente. Una ricca documentazione archeologica, assieme ai risultati inediti rinvenuti nei recenti scavi effettuati in città e risalenti all’epoca di Massimiano, Costantino e successori, attesta la trasformazione urbanistica che elevò Milano al pari delle altre capitali dell’impero: Nicomedia, residenza di Diocleziano, e le sedi dei due Cesari, Costanzo Cloro a Treviri e Galerio a Sirmio. Reperti e ricostruzioni evidenziano la presenza del Palatium, edificio che occupava tutta la parte nord-ovest della Milano romana, utilizzato come sede imperiale e come centro per la burocrazia dell’impero; seguono le grandiose terme, situate fra Corso Vittorio Emanuele e Via Larga, e gli edifici privati, costruiti un tempo nell’attuale Piazza Meda. Si prosegue con i reperti rinvenuti nella necropoli dell’area di Sant’Eustorgio e in altre zone della città.
 
Una serie di frammenti pongono in evidenza il parallelismo fra Mosè e Costantino, che nei secoli è stato tramandato da scrittori e apologeti antichi. Diversamente dagli imperatori precedenti, la storia di Costantino, le sue vittorie e la conversione al cristianesimo si intrecciano con la leggenda. Fonti tramandate da Eusebio di Cesarea o Lattanzio per proseguire con i panegirici, paragonarono al passaggio del Mar Rosso di Mosè la visione della croce apparsa in sogno a Costantino nella notte precedente la famosa battaglia contro Massenzio (“In hoc signo vinces”, con questo segno vincerai).
 
Oltre alla sua figura vi sono reperti che rievocano tutte le personalità di rilievo che animavano il suo impero, veri protagonisti di un evidente cambiamento storico e culturale, in cui si riscontra una convivenza e fusione fra religioni differenti. Oggetti d’arte, monili e preziosi di ogni genere di destinazione ufficiale e privata testimoniano l’utilizzo di iconografie sia pagane che cristiane; in mostra il rilievo in marmo che raffigura Iupiter Dolichenus e altre divinità, la statua in marmo di Iside Fortuna e la statuetta in marmo di Eracle, provenienti dai Musei Capitolini di Roma, assieme a preziosissime gemme magiche. Ritratti, monete e oggetti documentano la corte imperiale, assieme ai funzionari e alla chiesa, che in particolar modo a Milano è rappresentata con testimonianze che rievocano i vescovi fino ad Ambrogio, che renderà la sua sede vescovile la più importante dell’Occidente.
 
Non meno fondamentale per ricostruire la figura di Costantino e la rievocazione della figura di Elena, madre dell’imperatore e santa, a cui è dedicata un’importante sezione che testimonia il mito legato alla sua persona fino all’epoca rinascimentale. Reperti e opere d’arte testimoniano quanto sia stata fondamentale per le sorti dell’impero e la storia della chiesa questa figura femminile, famosa per la vicenda del ritrovamento della Vera Croce di Cristo nel IV secolo d.C. La sezione dedica a riguardo approfondimenti relativi alla costruzione di basiliche su commissione della stessa Elena, oggetti liturgici e testimonianze sull’utilizzo dei chiodi della Santa Croce nell’elmo del figlio imperatore e nelle briglie del suo cavallo, per porlo ovviamente sotto la divina protezione. Documenti (pergamene del IX secolo) e dipinti ricordano la fama di Elena e il culto per la Croce dall’età bizantina fino al Rinascimento.
 
La mostra di Milano è stata possibile grazie ai prestiti ricevuti da numerosi musei pubblici e privati sia italiani che esteri. I Musei Capitolini di Roma hanno concesso la statua di Elena seduta, opera che per la prima volta esce dal museo romano; a seguire un anello con il Krismon, assieme ad altre opere di pregio, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna; dal Victoria & Albert Museum di Londra un raro frammento di stoffa ricamata con il Krismon pervenuta a noi dal V secolo; un pendente in oro con moneta di Costantino e bustini in rilievo sono in prestito dal British Museum di Londra, mentre la Bibliothèque Nationale di Parigi ha concesso il prezioso cammeo del IV secolo. Tra i dipinti rinascimentali che si ispirano alla leggenda di Elena e al rinvenimento della Croce a Gerusalemme è da menzionare la presenza della Sant’Elena dipinta da Cima da Conegliano, proveniente dalla National Gallery di Washington.




Collegamenti

Metadati correlati In rete

iconaInserisci un nuovo commento




captcha