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Evento

19/4/2017

"Da Caravaggio a Bernini", i maestri italiani nelle collezioni reali spagnole

In mostra a Roma, nelle Scuderie del Quirinale, capolavori di pittura e scultura che documentano i legami tra la corte di Spagna e gli Stati italiani durante il Seicento

Caravaggio, Salomè con la testa del Battista
Caravaggio, Salomè con la testa del Battista

Le Scuderie del Quirinale, a Roma, presentano dal 14 aprile al 30 luglio la rassegna “Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle collezioni reali di Spagna”, a cura di Gonzalo Redín Michaus.

Attraverso una selezione di dipinti e sculture, la mostra riflette gli stretti legami politici e le strategie culturali stabilite tra la corte spagnola e gli stati italiani nel corso del XVII secolo. Ad arricchire le raccolte d’arte della dinastia asburgica contribuirono i frequenti doni diplomatici da parte dei governanti italiani, determinati a guadagnarsi il favore dei sovrani di Spagna che, con i loro possedimenti, condizionarono dalla metà del Cinquecento l’evoluzione della complessa situazione politica italiana. È questo il caso di due dipinti in mostra, Lot e le figlie di Guercino e La conversione di Saulo di Guido Reni, donati a Filippo IV dal principe Ludovisi.

Diverse altre opere d’arte – tra le quali il Crocifisso del Bernini proveniente dal Monastero di San Lorenzo del Escorial – vennero commissionate o acquistate da mandatari del re; altre ancora vennero ordinate o comprate, come nel caso della Salomè di Caravaggio, dai rappresentanti della monarchia spagnola in Italia inviati presso la corte pontificia o a Napoli, alla morte dei quali le opere andarono ad accrescere le collezioni reali.

L’interesse per la cultura italiana da parte dei sovrani spagnoli si riflette inoltre negli inviti a lavorare a corte rivolti a maestri quali il napoletano Luca Giordano, attivo in Spagna per un decennio. Ed è testimoniato infine dai viaggi in Italia di alcuni artisti spagnoli, come José de Ribera, che giunse a Roma nel 1606 e trascorse la maggior parte della sua vita a Napoli: di questo artista la mostra espone cinque capolavori tra cui il celebre Giacobbe e il gregge di Labano. Il primo soggiorno di Velázquez in Italia, tra il 1629 e il 1630, si rivelò fondamentale per la sua pittura, mentre il suo trionfo come ritrattista presso la corte pontificia avvenne in occasione del suo secondo viaggio italiano tra il 1649-1650.

Nel 1819, per volere del re Ferdinando VII, venne creato il Museo Real – in seguito Museo del Prado – in cui furono raccolte opere provenienti per la maggior parte dalle Collezioni Reali; quelle che non vennero trasferite nel museo rimasero presso le residenze a disposizione dei monarchi, i cosiddetti Reales Sitios. Nel 1865 la regina Isabella II rinunciò alla proprietà personale dei beni ereditati dai propri antenati e ne cedette la gestione allo Stato, ponendo le basi di quello che oggi è Patrimonio Nacional: da questo fondo collezionistico che i capolavori oggi presentati a Roma sono stati selezionati sulla base del loro eccezionale valore artistico e storico.



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