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30/6/2017

"Da Raffaello a Canova", capolavori dell'Accademia di San Luca

Un'ampia e significativa selezione della collezione dell'istituzione romana è esposta al Forte di Bard: cento opere tra olii su tela, tavole, bronzi, terrecotte e gessi

Dal 1º luglio 2017 al 7 gennaio 2018 il Forte di Bard (Aosta) ospita la mostra I capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca. Da Raffaello a Canova”, curata da Vittorio Sgarbi, Francesco Moschini e Gabriele Accornero. L’evento espositivo nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Forte di Bard e l’Accademia Nazionale di San Luca, una delle più antiche e importanti istituzioni culturali italiane attive a livello nazionale e internazionale nel campo dell’arte. In occasione della rassegna, è concessa in prestito una selezione ampia e rappresentativa della preziosa collezione dell’Accademia, costituitasi a partire dal Seicento principalmente grazie ai doni e ai lasciti di accademici o di collezionisti privati o attraverso i concorsi banditi dall’Accademia stessa.

Oltre cento le opere in mostra – olii su tela, tavole, bronzi, terrecotte e gessi – databili in un arco temporale dal XV al XX secolo, con un nucleo particolarmente cospicuo composto da dipinti e sculture risalenti ai secoli XVII e XVIII.

La mostra è ospitata nelle Cannoniere del Forte di Bard e segue un andamento cronologico, impaginato nelle sette ampie sale che le costituiscono. Il percorso prende l’avvio da un affresco staccato raffigurante un putto, dipinto da Raffaello Sanzio e si articola fra opere che documentano i due centri rinascimentali più influenti nella penisola, la Toscana e il Veneto, con opere di Agnolo Bronzino, Giambologna, Jacopo da Bassano e Palma il Giovane.

Il Seicento è rappresentato da opere di Guido Reni, Guercino e Gian Lorenzo Bernini, del quale viene presentato il modello in terracotta per il Leone della Fontana dei Quattro Fiumi. Capolavori di Rubens e Van Dick, che soggiornarono a lungo in Italia, e di esponenti della pittura fiamminga e olandese – come Jan De Momper e Michiel Sweerts – testimoniano il respiro internazionale della collezione. Gian Battista Piazzetta e le vedute archeologiche di Giovanni Paolo Pannini documentano la sezione dedicata al Settecento, che si chiude con l’ olio di Angelika Kaufmann, la Speranza.

L’Ottocento si apre nel segno del ritratto: Andrea Appiani, Elisabeth Vigée Lebrun, i gessi di Canova e Thorvaldsen, e l’Atleta Trionfante di Francesco Hayez. La parte finale della rassegna è dedicata al movimento milanese degli Scapigliati, con dipinti di Tranquillo Cremona e Federico Faruffini; due olii di Giacomo Balla, un Autoritratto e il grande Ortolano del 1902 concludono l’excursus artistico dal Quattrocento al Novecento.

Tranquillo Cremona, Ritratto di donna, 1870 circa, olio su tela, 62,5x79x4,5cm
Tranquillo Cremona, Ritratto di donna, 1870 circa, olio su tela, 62,5x79x4,5cm


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