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Evento

13/2/2018

"Da Ribera a Luca Giordano", i Caravaggeschi nella collezione Longhi

A Palermo, a Villa Zito, una mostra dedicata a pittori, in particolare seguaci del Merisi, attivi nell'Italia centromeridionale nel Seicento e nel primo Settecento

Mattia Preti, Susanna e i vecchioni, 1656-1659 circa, olio su tela, 120x170cm; Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi
Mattia Preti, Susanna e i vecchioni, 1656-1659 circa, olio su tela, 120x170cm; Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi

La Fondazione Sicilia presenta a Palermo, presso Villa Zito dal 17 febbraio al 10 giugno, “Da Ribera a Luca Giordano. Caravaggeschi e altri pittori” una mostra curata da Maria Cristina Bandera e dedicata ai pittori che hanno operato nell’Italia centromeridionale nel Seicento e nel primo Settecento e in particolare ai “caravaggeschi”.

La maggior parte delle opere esposte proviene dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, che custodisce il lascito di quello che è stato il più importante storico dell’arte italiano, oltre che un collezionista: alla pittura del Caravaggio e ai suoi seguaci Longhi ha dedicato una vita di studi. Tra le opere della sua collezione il nucleo più importante è quello che comprende le opere dei caravaggeschi, oltre al Ragazzo morso da un ramarro dello stesso Merisi da cui ha tratto un disegno a carboncino datato 1930, esposto nella sezione introduttiva della mostra, che poi presenta più di 30 dipinti dei seguaci di Caravaggio e di altri artisti attivi nell’Italia del Sud.

La rassegna si apre infatti con l’opera di Valentin de Boulogne, la Negazione di Pietro, che rappresenta un esempio della cosiddetta “manfrediana methodus”, quella particolare declinazione del caravaggismo che è stata messa in opera da Bartolomeo Manfredi. La tela raffigura un soggetto caro a tutti i caravaggeschi: l’ambientazione della scena è infatti un preciso riferimento alla Vocazione di San Matteo di Caravaggio, nella chiesa di San Luigi dei Francesi. Tra i grandi capolavori del primo caravaggismo spicca inoltre una serie di cinque tele raffiguranti gli Apostoli, in origine parte di una serie completa, del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello Caracciolo. Nel David con la testa di Golia di Giovanni Lanfranco l’espressività caravaggesca si abbina felicemente alla poetica degli affetti. Inclinazione verso soggetti misteriosi e bizzarri dimostra la Vanità di Angelo Caroselli. Nei due Paesaggi riferibili rispettivamente a Filippo Napoletano e a Viviano Codazzi si vedono le trasposizioni delle novità caravaggesche nel genere con un Bivacco notturno del primo artista e, del secondo, la Torre di san Vincenzo a Napoli, restaurata per l’occasione.

Nelle opere di Matthias Stom, a lungo attivo in Sicilia, si vede materializzarsi una sintesi tra la cultura nordica di partenza – legata al caravaggismo olandese – e la pittura italiana. Il percorso prosegue con due opere di Mattia Preti, l’artista che più di ogni altro pittore contribuì al mantenere fino alla fine del Seicento la vitalità della tradizione caravaggesca. La mostra comprende inoltre la scenografica Natura morta di pesci di Giovan Battista Recco e la Natura morta di Tommaso Realfonzo, firmata e datata 1737

Nel percorso espositivo sono infine presentate quattro opere appartenenti alla Fondazione Sicilia: due tele di Luca Giordano, artista che traghetta l’arte napoletana dal naturalismo di Ribera verso la pittura più chiara e leggera del Settecento, rappresentato da una Giuditta e da un quadro mitologico con Nettuno e Anfitrite; le altre due opere sono Cristo e la samaritana di Mattia Preti e Salomone e la regina di Saba di Francesco Solimena che si accostano alle tele degli stessi artisti presenti nella collezione Longhi. La mostra è completata da un catalogo realizzato da Marsilio Editori che presenta tutte le opere esposte, corredate da una scheda e da una breve biografia degli artisti.




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