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26/10/2018

"Dai Macchiaioli a Segantini", l'Ottocento nelle raccolte private

L’esposizione presenta ottanta opere tra dipinti e sculture di grandi maestri italiani e testimonia l’importanza storica del fenomeno del collezionismo nello sviluppo delle arti in Italia, dall’Unità nazionale ai primi anni del Novecento

Dal 20 ottobre al 24 febbraio 2019, le sale del Castello di Novara si aprono per accogliere la mostra “Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini”, curata da Sergio Rebora ed Elisabetta Staudacher, coadiuvati da un comitato scientifico composto da Luisa Martorelli, Fernando Mazzocca e Aurora Scotti Tosini. L’evento è organizzato da Mets Percorsi d’arte in collaborazione con la Fondazione Castello di Novara.

La rassegna presenta 80 lavori di pittura e scultura tutti provenienti da raccolte private, di autori quali Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Carlo Fornara, Domenico e Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Federico Zandomeneghi, che testimonia l’importanza storica del fenomeno del collezionismo nello sviluppo delle arti in Italia, dall’Unità nazionale ai primi anni del Novecento.

La storia delle arti figurative in Italia nel secondo Ottocento s’intreccia, infatti, con le vicende dei raccoglitori di opere d'arte e, più in generale, del mecenatismo culturale; dopo il 1860, s’intensifica il fenomeno del collezionismo di dipinti e sculture da parte di una sempre più ampia fascia di pubblico, composta in prevalenza da esponenti della borghesia delle imprese e dei commerci e delle professioni civili. Sull'esempio della Francia (Goupil) e dell'Inghilterra (Dowdeswell, Colnaghi, Pisani), in questi anni nasce anche in Italia il mercato dell'arte organizzato in empori e in gallerie, come quella fondata a Milano negli anni Settanta del XIX secolo dai fratelli Vittore e Alberto Grubicy, che orienta i collezionisti nelle loro scelte e nella composizione delle loro raccolte.

Suddivisa in otto sezioni, la rassegna si apre con un accenno all’affermazione delle poetiche del vero nel loro passaggio dai temi storico-risorgimentali alla vita quotidiana del nuovo stato sabaudo, con autori quali Gerolamo Induno, Giovanni Fattori, Luigi Nono. Negli anni sessanta si assiste anche a una messa a fuoco sul paesaggio nella sua accezione naturalista – Antonio Fontanesi, Guglielmo Ciardi, Filippo Carcano – e a un confronto tra studio di ritratto pittorico e scultoreo che si prolunga nel tempo – Tranquillo Cremona, Vincenzo Gemito, Medardo Rosso.

L’esposizione prende poi in esame l’assestarsi, nei due decenni successivi, di un gusto ufficiale che rispecchia quello della monarchia sabauda e che si confronta con i richiami da Oltralpe. È il trionfo della pittura e della scultura di genere declinate su temi ispirati alla vita pastorale e agreste come in Francesco P. Michetti, Filippo Palizzi e a quella borghese nei suoi risvolti intimisti in Silvestro Lega, Giacomo Favretto, Vittorio Corcos, anche con affondi decorativi attraverso la moda dell'orientalismo in Alberto Pasini, Domenico Morelli. Tra le eccellenze del genere si annoverano le esperienze degli artisti operanti a Parigi o in rapporto con la Galleria Goupil, tra cui Antonio Mancini, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi.

Nell'ultimo decennio del secolo si assiste, da un lato, all’affermazione di istanze ideologicamente impegnate verso i temi del lavoro, espressi con attento e consapevole tono di denuncia delle ingiustizie sociali, dall’altro, verso i primi segni di sensibilità nei confronti del simbolismo internazionale, a volte interpretati con enfasi allegorica di impronta decorativa. L’elaborazione di contenuti così differenti si accomuna spesso con la sperimentazione della pittura divisionista da parte dei maestri della cosiddetta prima generazione: Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Vittore Grubicy. Accompagna la mostra un catalogo edizioni Mets Percorsi d’arte con testi dei curatori e schede storico critiche redatte da specialisti del settore.

Guglielmo Ciardi, Laguna, olio su tela, 84x132cm; collezione privata
Guglielmo Ciardi, Laguna, olio su tela, 84x132cm; collezione privata


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