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Evento

11/5/2018

“Dreamers”, il ’68 e la sua eredità

Al Museo di Roma in Trastevere una mostra fotografica e multimediale racconta l’Italia dell’epoca, tra contestazione e dolce vita

Roma, famiglie senza casa occupano un gruppo di palazzi nel quartiere popolare di Val Melaina, giugno-luglio 1968; foto: Mimmo Frassineti / AGF
Roma, famiglie senza casa occupano un gruppo di palazzi nel quartiere popolare di Val Melaina, giugno-luglio 1968; foto: Mimmo Frassineti / AGF

In occasione del cinquantesimo anniversario del '68, al Museo di Roma in Trastevere è allestita dal 5 maggio al 2 settembre la mostra fotografica e multimediale “Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo”, curata da Agi - Agenzia Italia, promossa da Roma Capitale e patrocinata dal Miur – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

L’esposizione accoglie fotografie provenienti dall’archivio storico dell'Agi e prestiti dell'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (Aamod), di Afp - Agence France Presse, Agf - Agenzia Giornalistica Fotografica, Ansa, Ap - Associated Press, Marcello Geppetti Media Company, Archivio Riccardi, Contrasto, Archivio Storico della Biennale di Venezia, Luz, Associazione Archivio Storico Olivetti, Rai Teche, «Corriere della Sera», «Il Messaggero», «La Stampa», «L’Espresso». I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.

Ideata da Riccardo Luna, direttore dell'Agi, curatore insieme al condirettore Marco Pratellesi, la rassegna racconta per immagini (178, di cui più di 60 inedite) e video (15 filmati originali), pagine di giornali e oggetti d'epoca l’Italia di allora: la contestazione, ma anche la dolce vita e il cinema, le imprese sportive come la vittoria dei campionati europei di calcio, la vita quotidiana, la moda, la musica, la tecnologia.

Nel percorso espositivo, articolato in sezioni tematiche, spiccano personaggi come Martin Luther King, Robert Kennedy, Jim Morrison, Pierpaolo Pasolini, Adriano Celentano, Patty Pravo, Federico Fellini, Alberto Sordi, Giacinto Facchetti, Gianni Rivera, Domenico Modugno, Nino Benvenuti.

La mostra è accompagnata da un ciclo di eventi – incontri, concerti, proiezioni e visite guidate, soprattutto per i giovani e le scuole – volti ad approfondire quel periodo e a comprenderne l’eredità: «Che cosa resta oggi del Sessantotto?» è la domanda alla base dell’esposizione.




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