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3/1/2018

"Gravity", l'Universo cento anni dopo Einstein

A Roma, al Maxxi, una mostra che illustra gli sviluppi della teoria della relatività evidenziando anche le connessioni tra scienza e arte

Nel 1917 Albert Einstein pubblica un articolo che fonda la cosmologia moderna e trasforma i modelli di cosmo e universo immaginati fino ad allora da scienziati e pensatori, rivoluzionando le categorie di spazio e tempo. A cento anni da questa pubblicazione il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo (Maxxi), a Roma, dedica a una delle figure che più ha influenzato il pensiero contemporaneo “Gravity. Immaginare l’Universo dopo Einstein”, mostra visibile al pubblico dal 2 dicembre al 6 maggio 2018.

Il progetto – allestito nella Galleria 4 con la cura di Luigia Lonardelli, Vincenzo Napolano, Andrea Zanini e con la consulenza scientifica di Giovanni Amelino-Camelia – è il risultato della collaborazione del museo con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la parte scientifica e con l’artista argentino Tomás Saraceno per la parte artistica.

Indagando le connessioni e le profonde analogie tra l’arte e la scienza, la rassegna racconta gli sviluppi della teoria della relatività nella visione odierna dell’universo e le affascinanti ricadute che essa produce ancora oggi in campo artistico. Attraverso il coinvolgimento di artisti internazionali, l'esposizione rende omaggio allo scienziato che ha cambiato radicalmente la conoscenza, la percezione e l’immaginario dell’universo.

Installazioni artistiche e scientifiche immersive, reperti iconici e simulazioni di esperimenti per avvicinarsi all’essenza delle innovazioni scientifiche introdotte da Einstein e svelare le profondità sottese all’Universo conosciuto, ma anche i meccanismi che legano insieme tutti gli uomini nella ricerca della conoscenza, in un processo collettivo nel quale gli artisti e gli scienziati svolgono un ruolo ugualmente significante e fondamentale per la società.

Tomás Saraceno, 163,000 light years, 2016
Tomás Saraceno, 163,000 light years, 2016


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